• 25 Maggio 2026 2:37

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Casa Bianca sotto assedio: spari ai checkpoint, ucciso un uomo armato. Torna l’incubo sicurezza attorno a Trump

Mag 24, 2026 #cronaca

Attimi di forte tensione nel cuore di Washington. La Casa Bianca è tornata a essere teatro di un grave episodio di sicurezza in seguito a una sparatoria avvenuta nei pressi di uno dei checkpoint del complesso presidenziale, mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si trovava all’interno dell’edificio impegnato in una giornata di lavoro dedicata al delicato dossier Iran.

L’allarme è scattato intorno alle 18.10. Un uomo armato, successivamente identificato come Nasir Best, 21 anni, avrebbe aperto il fuoco contro gli agenti del Secret Service nei pressi del perimetro della Casa Bianca. La reazione delle forze di sicurezza è stata immediata: gli agenti hanno risposto sparando e l’aggressore è stato colpito. Trasportato d’urgenza in ospedale, è morto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.

La situazione è degenerata nel giro di pochi secondi. Diversi giornalisti presenti nei giardini della Casa Bianca stavano effettuando collegamenti in diretta quando sono stati uditi numerosi colpi d’arma da fuoco. Le immagini hanno mostrato cronisti interrompere improvvisamente le trasmissioni e cercare riparo mentre veniva attivato il protocollo di emergenza.

Il lockdown è stato disposto immediatamente: reporter e personale presenti nell’area sono stati accompagnati nella briefing room, mentre gli agenti del Secret Service hanno provveduto a mettere in sicurezza il perimetro.

Nella sparatoria è rimasta gravemente ferita anche una persona presente casualmente nella zona, attualmente ricoverata in ospedale.

Secondo le prime informazioni disponibili, il giovane era già noto alle autorità. In passato avrebbe avuto altri contatti problematici con il Secret Service, incluso un tentativo di avvicinarsi alla Casa Bianca. Sarebbe stato inoltre destinatario di un provvedimento giudiziario che gli impediva di avvicinarsi all’area presidenziale, misura che avrebbe violato.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura anche la possibilità di disturbi psichici. Tuttavia, gli inquirenti mantengono il massimo riserbo: il movente resta sconosciuto e l’indagine si trova ancora nelle sue fasi preliminari. Sul posto sono intervenuti tempestivamente anche gli agenti dell’Fbi. Il direttore dell’agenzia, Kash Patel, ha confermato il supporto operativo alle indagini.

L’episodio riporta inevitabilmente al centro dell’attenzione il tema della sicurezza attorno a Trump. Negli ultimi mesi il contesto relativo alla sicurezza del presidente americano è apparso sempre più delicato a seguito di altri episodi che hanno suscitato preoccupazione.

Nel frattempo, all’interno della Casa Bianca, Trump era impegnato nell’esame di uno dei dossier geopolitici più sensibili del momento. Poco prima degli spari, attraverso il suo social Truth, aveva annunciato che un accordo con Teheran sarebbe ormai vicino, lasciando intendere che dettagli e contenuti potrebbero essere resi pubblici a breve.

Secondo la Casa Bianca, il presidente non avrebbe mai corso rischi diretti durante l’incidente.

Resta tuttavia evidente come il livello di tensione attorno alla Casa Bianca continui a mantenersi elevato e come gli Stati Uniti si trovino ancora una volta a confrontarsi con le criticità legate alla sicurezza interna.