• 14 Maggio 2026 4:56

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Amianto e degrado ambientale, scatta il sequestro in Calabria: la Guardia di Finanza intensifica la lotta all’inquinamento

Mag 8, 2026 #cronaca

Un’area contaminata di oltre 60 mila metri quadrati, fabbricati abbandonati e coperture in eternit deteriorate per più di mille metri quadrati. È il quadro emerso nel corso dell’operazione “Silentium”, condotta dalla Guardia di Finanza di Cosenza nell’ambito dei controlli contro l’inquinamento ambientale e i rischi per la salute pubblica.  

I finanzieri della Tenenza di Amantea hanno posto sotto sequestro un vasto sito sul quale insistevano numerosi manufatti in stato di abbandono. Gli accertamenti, effettuati anche attraverso riprese aeree della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Lamezia Terme e con il supporto tecnico di ARPACAL e ASP, hanno evidenziato la presenza di amianto in forte stato di deterioramento, con potenziali rischi per l’ambiente e per la popolazione residente nelle vicinanze.  

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Paola guidata dal procuratore capo Domenico Fiordalisi, ha portato all’identificazione del proprietario dell’area, denunciato a piede libero.  

L’operazione rappresenta soltanto uno dei tasselli di un più ampio piano di monitoraggio ambientale avviato dalle Fiamme Gialle cosentine contro i siti contaminati da cemento-amianto. Secondo quanto reso noto dal Comando Provinciale, le attività svolte finora hanno già consentito di elevare sanzioni amministrative per circa 87 mila euro e di sequestrare amministrativamente 33 fabbricati, per una superficie complessiva di oltre 4 mila metri quadrati di coperture in cemento-amianto.  

La presenza di eternit degradato continua a rappresentare una delle emergenze ambientali più delicate in molte aree del territorio italiano. Quando il materiale entra in fase di deterioramento, infatti, può liberare fibre altamente pericolose che, se inalate, sono associate a gravi patologie respiratorie e tumorali.

La Guardia di Finanza sottolinea come il contrasto ai reati ambientali sia oggi una priorità strategica, non soltanto sul piano della tutela del territorio ma anche sotto il profilo economico-finanziario. Le attività di controllo mirano infatti a colpire la gestione illegale dei rifiuti, le violazioni in materia di smaltimento e le frodi collegate al settore ambientale ed energetico.  

L’operazione “Silentium” riaccende così i riflettori sulla necessità di bonifiche rapide, controlli continui e maggiore responsabilità nella gestione delle aree dismesse, spesso trasformate col tempo in vere e proprie bombe ecologiche silenziose.