• 14 Maggio 2026 2:59

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Patto di Caronte, Reggio e Messina provano a costruire l’asse dello Stretto

Mag 9, 2026 #cronaca, #politica, #reggio

Non un semplice confronto elettorale, ma il tentativo di immaginare un nuovo modello di governo condiviso dello Stretto. A Villa San Giovanni, nel corso di un dibattito televisivo organizzato da Eletto26,  i candidati sindaco di Reggio Calabria e Messina hanno sottoscritto il cosiddetto “Patto di Caronte”, una dichiarazione d’intenti che punta a rafforzare la cooperazione politica, amministrativa e strategica tra le due sponde.

Un’iniziativa dal forte valore simbolico e politico, che riporta al centro il tema dell’Area integrata dello Stretto, discusso da decenni ma mai realmente tradotto in una governance stabile e operativa.

A firmare il documento sono stati, per Messina, Federico Basile, Gaetano Sciacca e Marcello Scurria.

Per Reggio Calabria hanno aderito Mimmo Battaglia, Francesco Cannizzaro, Eduardo Lamberti Castronuovo e Saverio Pazzano.

Assenti invece i candidati messinesi Antonella Russo e Letterio Valvieri.

Il documento sottoscritto prevede alcuni punti considerati strategici per il futuro dell’area metropolitana dello Stretto. Tra questi, la richiesta alle Regioni Calabria e Sicilia di trasferire specifiche deleghe e funzioni nei settori della mobilità, del turismo e dell’agricoltura, con l’obiettivo di superare frammentazioni amministrative e pianificare politiche coordinate.

Nel Patto compare anche la proposta di creare una struttura politico-istituzionale stabile tra le Città Metropolitane di Reggio e Messina, con funzioni di indirizzo strategico e coordinamento permanente. Prevista inoltre l’istituzione di un ufficio tecnico condiviso per la progettazione europea, gli studi di fattibilità e la predisposizione di un Documento strategico unitario dello Stretto.

Un piano che punta a mettere a sistema infrastrutture, portualità, logistica, continuità territoriale, turismo integrato, università, innovazione e resilienza ambientale.

Tra le priorità indicate anche l’integrazione tra trasporto ferroviario e marittimo e la creazione di sistemi tariffari coordinati, tema storicamente centrale per pendolari, studenti e lavoratori che quotidianamente attraversano lo Stretto.

Ad aprire il confronto è stato Nino Rizzo Nervo, che ha ricordato come Gazzetta del Sud rappresenti da oltre settant’anni un raro esempio di integrazione editoriale e informativa tra Calabria e Sicilia.

Nel dibattito sono emerse anche proposte più ambiziose: dalla convocazione congiunta delle deputazioni parlamentari calabrese e siciliana direttamente sullo Stretto, magari a bordo di una nave in servizio tra le due sponde, fino all’ipotesi di una legge speciale sul modello di Roma Capitale o alla creazione di un’Agenzia dedicata alla governance dell’Area Metropolitana dello Stretto.

Al di là delle appartenenze politiche, il “Patto di Caronte” fotografa un dato ormai evidente: Reggio e Messina, separate dal mare ma unite da problemi infrastrutturali, flussi economici e mobilità quotidiana, iniziano a ragionare come un unico sistema territoriale. Resta ora da capire se la convergenza mostrata in campagna elettorale riuscirà a trasformarsi, dopo il voto, in una reale capacità istituzionale.