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Referendum giustizia, Oliverio rompe gli schemi: “Il garantismo è una battaglia di sinistra”

Mar 20, 2026 #politica

Intervista rilasciata a Il Riformista

Nel pieno del dibattito nazionale sul referendum sulla giustizia, torna a farsi sentire una voce autorevole della sinistra riformista. È quella di Mario Oliverio, già presidente della Regione Calabria dal 2014 al 2020, che in un’intervista rilasciata a Il Riformista rivendica con forza le ragioni del “Sì” alla separazione delle carriere, definendola senza esitazioni «una battaglia di sinistra».

Una presa di posizione netta, maturata anche alla luce di una lunga e complessa vicenda giudiziaria personale, conclusasi con una serie di assoluzioni, che Oliverio definisce senza mezzi termini «una ferita democratica».

“Processi mediatici e teoremi: così si distrugge la reputazione”

Oliverio non usa giri di parole nel descrivere la stagione giudiziaria che lo ha coinvolto, puntando il dito contro un sistema che, a suo dire, ha spesso privilegiato la spettacolarizzazione rispetto al rigore del diritto.

«Il teorema come metodo investigativo trasforma il processo in un’arma di distruzione della reputazione», afferma, denunciando come in Calabria, sotto la guida della Procura di Catanzaro dell’epoca, «le inchieste eclatanti abbiano spesso sovrastato l’accertamento della verità».

Una riflessione che va oltre il caso personale e si allarga al piano sistemico: «Quando un’inchiesta si sgretola dopo anni, nessuno restituisce il tempo perduto. È un vulnus democratico».

“Il Pd subalterno al giustizialismo”

Particolarmente duro il giudizio nei confronti del Partito Democratico, accusato di aver abdicato alla propria cultura garantista.

«Il garantismo dovrebbe essere un principio identitario, non una bandiera di convenienza», sottolinea Oliverio. «Il Pd ha ceduto al giustizialismo, sacrificando lo Stato di diritto al calcolo elettorale».

E ancora: «Più che scaricato, mi sono sentito sacrificato. Una comunità politica dovrebbe essere uno scudo contro l’arbitrio, non un tribunale sommario».

Parole che fotografano una frattura profonda all’interno del campo progressista, proprio su uno dei temi più divisivi del momento.

“Un sequestro della democrazia”

La sua vicenda giudiziaria viene descritta come qualcosa di più di un errore: «In Calabria si è consumato un vero e proprio sequestro della democrazia», afferma, sostenendo che il mandato elettorale sia stato «alterato da iniziative poi rivelatesi infondate».

Un passaggio che evidenzia il nodo centrale del ragionamento: il rapporto tra giustizia e rappresentanza democratica.

«Nessuna assoluzione può restituire gli anni perduti», aggiunge, «ma si può trasformare questa esperienza in una battaglia politica perché non accada più».

“Giudice terzo, condizione essenziale per un processo equo”

Da qui la scelta convinta di votare “Sì” al referendum sulla separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante.

«La terzietà del giudice è la colonna portante di un processo equo», spiega Oliverio. «Oggi la comune appartenenza allo stesso corpo crea una contiguità che può alterare l’equilibrio».

Un punto dirimente, secondo l’ex governatore, per ristabilire fiducia nel sistema giudiziario: «Il cittadino deve essere certo che chi giudica sia completamente neutrale».

“Il garantismo non è di destra: è il cuore della sinistra”

Infine, la stoccata politica più forte, rivolta a chi nel centrosinistra considera queste riforme estranee alla propria tradizione.

«Dire che il giusto processo non è una battaglia di sinistra è un errore storico», afferma. «La sinistra nasce per difendere i cittadini dall’arbitrio del potere, e quello giudiziario è uno dei più forti».

Una posizione che ribalta la narrazione dominante: «Regalare il garantismo alla destra significa tradire le radici riformiste. Non c’è nulla di progressista nel giustizialismo».

Un intervento che riapre il dibattito

L’intervento di Oliverio, pubblicato su Il Riformista, si inserisce in un confronto sempre più acceso e polarizzato sulla riforma della giustizia. Ma soprattutto riporta al centro una questione identitaria per il centrosinistra: il rapporto tra legalità, garanzie e diritti.

E lo fa con una tesi destinata a far discutere: il garantismo non è una concessione, ma un pilastro della cultura democratica e progressista.