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Primarie del centrosinistra a Reggio Calabria: la sfida che può ridisegnare il futuro della città

Mar 14, 2026 #politica, #reggio

Reggio Calabria torna alle urne, anche se solo per una parte dell’elettorato. Oggi il centrosinistra sceglie il proprio candidato sindaco attraverso le primarie, un passaggio politico che rappresenta molto più di una semplice selezione interna: è il primo vero test della lunga campagna elettorale che porterà la città al voto amministrativo della prossima primavera.

Il confronto si gioca tra tre candidati – Mimmetto Battaglia, Massimo Canale e Giovanni Muraca – tre profili differenti per storia politica, linguaggio e visione amministrativa, ma accomunati dalla stessa ambizione: guidare la coalizione progressista nella sfida decisiva per Palazzo San Giorgio.

Una partita che va oltre le primarie

Le primarie arrivano in un clima politico particolare. Reggio Calabria attraversa una fase di forte disincanto civico: molti cittadini mostrano distanza dalla politica, stanchi di promesse mancate, ritardi nella programmazione urbana e problemi cronici – dalla gestione dei rifiuti alla mobilità, fino alla sicurezza e alla qualità dei servizi.

Il vero interrogativo di oggi non è soltanto chi vincerà, ma quanti reggini sceglieranno di partecipare. L’affluenza sarà il primo indicatore politico della giornata. Nel 2014 votarono circa 17 mila cittadini: replicare o avvicinare quel dato significherebbe restituire un segnale di vitalità alla partecipazione democratica.

Tre visioni per la città

La competizione mette in campo tre percorsi diversi.

Mimmetto Battaglia, esponente di una tradizione politica storica della città, rivendica il lavoro svolto negli ultimi anni dall’amministrazione di centrosinistra e propone una continuità amministrativa accompagnata da nuovi investimenti, sviluppo turistico e valorizzazione del patrimonio culturale. Nel suo programma trovano spazio politiche per il lavoro, il rafforzamento del tessuto imprenditoriale e la costruzione di un sistema culturale integrato che metta in rete teatro, accademia e conservatorio.

Massimo Canale si presenta invece come il volto di una proposta civica e innovativa. La sua candidatura nasce dall’esperienza del movimento Onda Orange, con l’obiettivo dichiarato di riportare la politica tra la gente e superare la distanza crescente tra cittadini e istituzioni. Canale insiste molto sull’ascolto dei quartieri, sul coinvolgimento diretto dei giovani e su una politica meno legata agli equilibri tradizionali dei partiti.

Giovanni Muraca, con una lunga esperienza amministrativa alle spalle tra Comune e Regione, punta su un approccio pragmatico: manutenzione urbana, riorganizzazione della macchina amministrativa, gestione efficiente dei servizi pubblici e interventi strutturali sulla città, a partire dalla raccolta dei rifiuti e dalle opere infrastrutturali come il completamento del fronte mare e lo sviluppo del parco lineare sud.

Tre programmi, dunque, che riflettono tre modi diversi di interpretare il ruolo della politica locale: continuità amministrativa, rinnovamento civico o pragmatismo gestionale.

Il vero obiettivo: battere il centrodestra

Ma le primarie non sono una gara fine a sé stessa. Il loro significato politico è più ampio. Il centrosinistra punta a uscire da questa consultazione con una leadership chiara e una coalizione compatta per affrontare il vero confronto elettorale: quello con il centrodestra.

Sul fronte opposto, infatti, la coalizione avversaria non ha ancora ufficializzato il proprio candidato sindaco, nonostante Forza Italia – forte del sostegno del presidente della Regione Roberto Occhiuto – appaia il perno della futura proposta politica.

Proprio questa incertezza alimenta nel centrosinistra la speranza di poter tornare competitivo nella corsa alla guida della città.

Il rischio delle divisioni

Resta però una variabile decisiva: l’unità della coalizione dopo il voto.

Le primarie sono uno strumento democratico ma anche una prova delicata. La storia politica italiana insegna che spesso, soprattutto a livello locale, queste competizioni possono lasciare strascichi e tensioni interne.

Il patto non scritto tra i candidati è chiaro: chi perderà dovrà sostenere lealmente il vincitore. Solo così il centrosinistra potrà trasformare la consultazione di oggi da semplice competizione interna in una vera occasione di rilancio politico.

Il giorno della verità

Oggi dunque non si sceglie soltanto un candidato.

Si misura la voglia di partecipazione di una città, la capacità del centrosinistra di presentarsi come alternativa credibile e, in fondo, il livello di fiducia che i reggini sono ancora disposti ad accordare alla politica.

Le urne diranno se queste primarie rappresenteranno davvero l’inizio di una nuova stagione per Reggio Calabria o soltanto un passaggio formale nella lunga e incerta corsa verso Palazzo San Giorgio.