• 21 Aprile 2026 10:34

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Paura a Marina di Gioiosa Ionica: tenta di incendiare la casa dei vicini con una bombola del gas, donna arrestata

Mar 16, 2026 #cronaca

Momenti di forte tensione e paura nei giorni scorsi a Marina di Gioiosa Ionica, nel Reggino, dove una donna ha tentato di dare fuoco all’abitazione dei vicini utilizzando una bombola del gas. Solo il tempestivo intervento della Polizia di Stato e dei Vigili del Fuoco ha evitato che la situazione potesse trasformarsi in una tragedia.

L’allarme è scattato quando la Sala Operativa Unica Provinciale della Questura di Reggio Calabria ha inviato sul posto gli agenti dopo la segnalazione di una donna che aveva appiccato le fiamme alla porta dell’abitazione di alcuni vicini di casa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna — in evidente stato di agitazione e scarsa lucidità — era convinta da tempo di essere spiata dagli altri condomini, una convinzione che avrebbe reso sempre più difficile la convivenza all’interno dello stabile.

Giunti sul posto, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Siderno hanno immediatamente avviato le operazioni di sicurezza insieme ai Vigili del Fuoco, evacuando tutte le persone presenti nell’area interessata dalla densa nube di fumo generata dall’incendio. L’intervento coordinato ha consentito di mettere rapidamente in sicurezza i residenti ed evitare conseguenze ben più gravi.

La donna è stata isolata dagli operatori mentre si trovava ancora sul luogo dell’episodio. Dopo essere stata assistita dal personale sanitario del 118, è stata arrestata in flagranza di reato dalla Polizia di Stato.

L’arresto è stato successivamente convalidato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Locri che, con apposita ordinanza, ha disposto nei confronti dell’indagata la misura della custodia cautelare in carcere. I reati contestati sono incendio (articolo 423 del codice penale), atti persecutori (articolo 612-bis del codice penale) e violazione dell’articolo 1 della legge n. 895 del 1967.

Resta fermo che il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, come previsto dalla Costituzione italiana, per l’indagata vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.