• 30 Giugno 2026 12:53

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Calabria, riemerge dal mare un tesoro della Magna Grecia: scoperto un relitto con oltre 300 anfore del V-IV secolo a.C.

Giu 29, 2026 #cronaca, #news

Le acque del Mar Ionio restituiscono un’altra straordinaria testimonianza del passato della Calabria. Al largo della costa ionica è stato infatti individuato un relitto risalente a un periodo compreso tra il V e il IV secolo avanti Cristo, con un carico di oltre 300 anfore perfettamente conservate, una scoperta destinata ad arricchire le conoscenze sulle antiche rotte commerciali del Mediterraneo.

Il ritrovamento è avvenuto durante gli studi di fattibilità condotti da Acciona Energia per la realizzazione di un progetto di parco eolico offshore. Le attività, svolte in stretto coordinamento con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, hanno impiegato tecnologie di ultima generazione e un team multidisciplinare composto da archeologi subacquei, geologi, biologi marini e altri specialisti.

Secondo le prime valutazioni degli archeologi della Soprintendenza, il relitto potrebbe rappresentare una fonte preziosissima di informazioni sulle dinamiche economiche del Mediterraneo antico. Il carico di anfore consentirà infatti di approfondire lo studio delle rotte commerciali che collegavano la Magna Grecia alla Sicilia e agli altri principali scali del tempo, offrendo nuovi elementi sulla produzione, il trasporto e la distribuzione del vino, una delle merci più importanti dell’economia mediterranea dell’epoca.

L’importanza scientifica della scoperta ha portato la Soprintendenza ad avviare immediatamente un progetto dedicato allo studio, al recupero, alla conservazione e alla successiva valorizzazione del relitto e del suo prezioso carico. L’intero programma è finanziato dal Ministero della Cultura, che sosterrà tutte le attività necessarie affinché il patrimonio recuperato possa essere studiato e restituito alla collettività.

La scoperta dimostra anche come sviluppo tecnologico e tutela del patrimonio possano procedere insieme. Gli approfondimenti effettuati durante le indagini hanno infatti consentito ad Acciona Energia di modificare la progettazione preliminare dell’impianto eolico offshore, evitando non soltanto l’area in cui giace il relitto, ma anche altre zone individuate come particolarmente sensibili dal punto di vista ambientale.

Un risultato che conferma il valore del dialogo tra ricerca scientifica, tutela archeologica e innovazione energetica, trasformando un’indagine preliminare in una delle più significative scoperte archeologiche sottomarine degli ultimi anni nel Mediterraneo. Per la Calabria si tratta di un ritrovamento destinato ad accrescere ulteriormente il prestigio di un territorio che continua a custodire, anche nei suoi fondali, testimonianze di una civiltà che ha contribuito a scrivere la storia dell’Occidente.