• 18 Aprile 2026 22:12

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Gioia Tauro, sospetti su container diretti in Israele: sindacati e politica chiedono verifiche immediate

Mar 16, 2026 #cronaca

Il porto di Gioia Tauro torna al centro dell’attenzione nazionale dopo le segnalazioni su alcuni container che potrebbero contenere materiale riconducibile all’industria bellica e destinato a Israele. A sollevare il caso sono i sindacati Usb e Orsa porti, che chiedono verifiche urgenti da parte delle autorità competenti prima della movimentazione dei carichi.

Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali, nello scalo calabrese è attesa la nave Msc Siena, proveniente dalla Spagna, a bordo della quale sarebbero presenti tre container che – stando a un’inchiesta giornalistica pubblicata nei giorni scorsi – potrebbero contenere acciaio balistico o componenti destinati alla produzione di munizionamento per l’industria militare.

Per questo Usb e Orsa invitano Dogana e Guardia di finanza a effettuare controlli immediati sui container segnalati, i cui codici identificativi sarebbero già stati trasmessi agli organi competenti. «Le verifiche richiederebbero poco tempo e permetterebbero di fare piena chiarezza sulla natura delle merci», sostengono i sindacati, che chiedono inoltre ai lavoratori portuali di sospendere qualsiasi operazione di movimentazione finché non verranno accertati i contenuti dei carichi.

La posizione delle organizzazioni sindacali si inserisce in un dibattito internazionale che coinvolge sempre più lavoratori del settore logistico e portuale. «In diversi scali del mondo – spiegano – i portuali stanno sollevando il tema della propria responsabilità nella catena della guerra», arrivando in alcuni casi a rifiutare la movimentazione di merci sospettate di essere destinate a conflitti armati.

Per discutere della vicenda e coordinare eventuali iniziative, Usb e Orsa hanno convocato un’assemblea pubblica a Rosarno.

Sul caso interviene anche la politica. La deputata del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico parla di una questione «grave e che merita risposte chiare». Secondo l’esponente pentastellata, se fosse confermato il transito di materiale bellico attraverso il porto di Gioia Tauro verso Israele, si aprirebbe un quadro delicato alla luce della normativa italiana e degli accordi internazionali.

Orrico richiama in particolare la legge 185 del 1990, che disciplina l’esportazione e il transito di materiali d’armamento, oltre agli obblighi previsti da trattati internazionali come la Convenzione di Ginevra e il Trattato sul commercio delle armi.

«La problematica è attuale – sottolinea la deputata – perché alcuni container sarebbero già transitati dalla Calabria mentre altri potrebbero arrivare nei prossimi giorni. Per questo è necessario che le autorità portuali e le forze dell’ordine effettuino controlli approfonditi per chiarire definitivamente la situazione».

Il porto di Gioia Tauro, uno dei principali hub di transhipment del Mediterraneo, si trova così al centro di una vicenda che intreccia logistica globale, responsabilità dei lavoratori e questioni geopolitiche, mentre si attendono eventuali verifiche ufficiali che possano confermare o smentire i sospetti sollevati nelle ultime ore.