• 13 Giugno 2026 5:49

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Vannacci sfonda nei sondaggi, la Lega arretra: il centrodestra cambia pelle?

Giu 8, 2026 #politica

C’è un dato che nelle ultime settimane sta iniziando a preoccupare più di qualcuno nei palazzi della politica romana. Non è tanto la crescita di Fratelli d’Italia, che continua a confermarsi primo partito e ad alimentare la leadership di Giorgia Meloni, quanto la velocità con cui Futuro Nazionale, il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci, sta conquistando spazio all’interno dell’elettorato sovranista e identitario.

L’ultimo sondaggio YouTrend per Sky TG24 fotografa infatti un quadro che merita attenzione. Fratelli d’Italia sale al 27,7% guadagnando 1,1 punti in appena due settimane, mentre il Partito Democratico arretra al 21,7% perdendo un punto percentuale. Il Movimento 5 Stelle resta sostanzialmente stabile al 13,5%, Forza Italia scende al 7,8% e la Lega continua invece una fase di difficoltà attestandosi al 5,9%, con una perdita di quasi un punto.

Ma il dato politicamente più significativo è rappresentato proprio da Futuro Nazionale, che raggiunge il 4,4%, crescendo di 0,9 punti in sole due settimane e avvicinandosi rapidamente alla soglia psicologica del 5%.

Numeri che, presi singolarmente, potrebbero sembrare limitati. Osservati nel contesto delle ultime settimane, invece, raccontano una dinamica diversa: Vannacci non sta semplicemente raccogliendo consenso da elettori indecisi, ma sembra intercettare una parte di quel mondo che fino a ieri votava Lega.

Le recenti adesioni parlamentari provenienti proprio dal Carroccio rafforzano questa lettura. Dopo i passaggi di Attilio Pierro e Davide Bergamini, è arrivato anche l’addio del deputato calabrese Domenico Furgiuele, figura storica della Lega meridionale, che ha motivato la sua scelta sostenendo di non riconoscersi più nell’attuale linea del partito.

La questione, però, va oltre i singoli cambi di casacca. Il fenomeno Vannacci sta diventando il punto di riferimento di un’area politica che ritiene la Lega di Matteo Salvini troppo istituzionale, troppo governativa e meno combattiva sui temi identitari, dell’immigrazione e della sovranità nazionale.

Paradossalmente, il successo di Futuro Nazionale non sembra mettere in discussione la leadership di Giorgia Meloni. Anzi. Per il momento la premier appare la principale beneficiaria di questo riassetto. Fratelli d’Italia continua infatti a crescere e a consolidare il proprio primato, mentre la competizione si sta sviluppando soprattutto all’interno dell’area che una volta era monopolizzata dalla Lega.

La domanda che molti dirigenti del centrodestra iniziano a porsi è un’altra: quanto può crescere ancora Vannacci?

Perché il 4,4% rappresenta un risultato importante per una forza politica appena nata, ma soprattutto perché arriva prima di una vera organizzazione territoriale nazionale. Se il movimento dovesse strutturarsi nelle regioni, presentare candidature competitive e continuare a raccogliere amministratori locali, il consenso potrebbe ulteriormente aumentare.

E qui entra in gioco anche la Calabria.

La regione è stata una delle prime a mostrare segnali di questo fenomeno. L’uscita di Furgiuele dalla Lega e il suo approdo nel progetto di Vannacci non è soltanto una vicenda locale. È il sintomo di una trasformazione politica più ampia che potrebbe interessare tutto il Mezzogiorno, dove la Lega non ha mai costruito un radicamento paragonabile a quello del Nord e dove gli spazi elettorali risultano più mobili.

Nel frattempo il centrosinistra continua a osservare. Ma il vero paradosso di questo sondaggio è che, mentre il Partito Democratico perde terreno e il Movimento 5 Stelle non riesce a crescere, l’intero dibattito politico sembra concentrarsi sulle dinamiche interne al centrodestra.

È questo forse il dato più significativo della rilevazione: a quasi quattro anni dall’insediamento del governo Meloni, la competizione che oggi appare più viva non è quella tra maggioranza e opposizione, ma quella tra le diverse anime della maggioranza stessa.

E se questa tendenza dovesse consolidarsi, il prossimo terremoto politico potrebbe non arrivare da sinistra, ma proprio dall’interno del campo conservatore, dove un generale che fino a pochi mesi fa era considerato un fenomeno mediatico sta progressivamente trasformandosi in un protagonista capace di influenzare gli equilibri della politica italiana.