• 17 Aprile 2026 12:13

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Truffa Superbonus, maxi sequestro da oltre 3 milioni: smantellata rete tra Calabria e Veneto

Apr 17, 2026 #cronaca

CATANZARO – Un sistema rodato, costruito attorno a crediti d’imposta inesistenti e capace di trasformare carta falsa in denaro vero. È questo il cuore dell’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha portato all’esecuzione di un sequestro preventivo per oltre 3,2 milioni di euro, a cui si aggiunge il profitto illecito stimato in circa 1,6 milioni.  

L’indagine, condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, ha fatto emergere gravi indizi di un’associazione per delinquere finalizzata alla creazione e commercializzazione di crediti d’imposta fittizi nel settore delle ristrutturazioni edilizie.  

Il meccanismo: lavori mai eseguiti, crediti reali

Al centro del sistema un soggetto di Soverato, ritenuto figura chiave dell’organizzazione, che attraverso una ditta individuale formalmente incaricata di lavori edilizi generava crediti fiscali legati al “bonus ristrutturazioni” senza che gli interventi venissero mai realizzati.  

Quei crediti, una volta creati, venivano ceduti a una rete di imprese riconducibili al sodalizio criminale. Da lì partiva una catena di passaggi – spesso a prezzi ribassati o addirittura gratuiti – fino alla monetizzazione finale presso istituti di credito, trasformando così un artificio contabile in liquidità immediata.  

Indagati e sequestri

Sono cinque le persone fisiche deferite all’autorità giudiziaria con accuse che vanno dall’associazione per delinquere alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Coinvolti anche due soggetti giuridici, chiamati a rispondere per responsabilità amministrativa.  

Il provvedimento del Gip del Tribunale di Catanzaro ha disposto il sequestro di crediti d’imposta fittizi per un totale di 3.241.072 euro, oltre a ulteriori beni per equivalente legati al profitto illecito pari a 1.656.330 euro.  

Nel mirino degli investigatori sono finiti conti correnti, quote societarie, cinque immobili distribuiti tra le province di Catanzaro e Venezia e dodici autoveicoli, tra cui una Maserati.  

L’asse Calabria–Nord e il ruolo delle banche

L’operazione fotografa ancora una volta la capacità delle organizzazioni di muoversi su scala interregionale, sfruttando le pieghe della normativa sui bonus edilizi e la complessità dei meccanismi di cessione del credito. Un sistema che, in assenza di controlli tempestivi, consente di moltiplicare il valore di operazioni mai esistite.

Il presidio dello Stato

Dalla Procura sottolineano come l’attività rappresenti “una significativa testimonianza del costante presidio assicurato dalla Guardia di Finanza nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria”, con particolare riferimento alla tutela delle risorse pubbliche.  

Resta fermo, come previsto dalla legge, il principio di presunzione di innocenza: le misure adottate si collocano nella fase delle indagini e la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.


Un’inchiesta che riaccende i riflettori su uno dei fronti più sensibili degli ultimi anni: quello dei bonus edilizi. Dove, accanto agli interventi reali, si sono insinuate zone grigie capaci di generare milioni, ma anche di mettere a rischio la credibilità dell’intero sistema.