• 3 Maggio 2026 2:43

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Sondaggi, gli equilibri si ribaltano: il centrodestra arretra e il campo largo mette la freccia

Mag 3, 2026 #cronaca

Il quadro politico nazionale entra in una fase di riequilibrio, con segnali che, almeno sul piano demoscopico,  iniziano a ridisegnare i rapporti di forza tra maggioranza e opposizione. L’ultima rilevazione di Ipsos per il Corriere della Sera fotografa una tendenza chiara: il centrodestra perde terreno, mentre il cosiddetto campo largo si consolida e, seppur di misura, passa avanti.

Il dato più rilevante riguarda Fratelli d’Italia, che scende al 26,2%. Un calo contenuto, mezzo punto in meno rispetto al mese precedente, ma significativo perché conferma una traiettoria discendente iniziata dopo i picchi registrati tra il 2025 e l’inizio del 2026. Il partito guidato da Giorgia Meloni torna su livelli simili a quelli che nel 2022 valsero la vittoria elettorale, ma in un contesto oggi molto più competitivo e con alleati meno solidi.

Non va meglio agli altri pilastri della coalizione. Forza Italia si attesta al 9%, anch’essa in flessione di mezzo punto, pur mantenendo una performance complessivamente positiva rispetto alle politiche. Più critica la situazione della Lega, che scivola al 5,8%, toccando uno dei punti più bassi della sua storia recente. Il partito di Matteo Salvini paga soprattutto la dispersione di consensi verso nuove aree politiche.

Tra queste emerge Futuro Nazionale, la formazione guidata dal generale Roberto Vannacci, che sale al 4,1% con una crescita significativa nell’ultimo mese. Un incremento costruito intercettando voti proprio dall’area del centrodestra e, in parte, dall’astensione. Tuttavia, anche ipotizzando un’alleanza allargata che includa questa nuova componente, la coalizione non riuscirebbe a colmare il gap con gli avversari.

Sul fronte opposto, infatti, il campo largo mostra segnali di maggiore compattezza. Il Partito Democratico cresce al 22,3%, consolidando una posizione superiore rispetto alle ultime politiche. Il Movimento 5 Stelle si mantiene stabile al 14,2%, confermando un recupero rispetto alle difficoltà delle europee. In risalita anche Alleanza Verdi e Sinistra, che raggiunge il 6,7%, mentre le forze centriste completano il perimetro della coalizione con numeri più contenuti: Italia Viva al 2% e +Europa all’1,3%. Resta fuori da questo schema Azione di Carlo Calenda, al 3,1%.

Nel complesso, il campo largo arriva al 46,6%, superando, seppur di appena mezzo punto, un centrodestra allargato che si fermerebbe al 46,1%. Un sorpasso minimo ma simbolicamente rilevante, perché rappresenta la prima inversione di tendenza di questo tipo nelle recenti rilevazioni.

Il dato politico che emerge è duplice. Da un lato, la maggioranza di governo appare meno compatta e attraversata da tensioni potenziali, soprattutto sull’ipotesi di un’apertura strutturale a nuove forze come quella di Vannacci. Dall’altro, l’opposizione, pur non essendo ancora formalmente unita, mostra una crescente capacità di aggregazione elettorale.

Resta però un quadro ancora fluido. Le dinamiche interne alle coalizioni, la costruzione effettiva delle alleanze e la tenuta dei consensi nel medio periodo rappresentano variabili decisive. I numeri di oggi indicano una tendenza, non ancora un esito. Ma il segnale politico è chiaro: la partita, che sembrava chiusa, è tornata apertissima.