• 18 Aprile 2026 20:40

GS Channel TV

Calabria (ch.83) // Roma (ch.79) // HbbTV (ch.68)

Referendum sulla Giustizia, cresce la partecipazione: affluenza al 38,9% alle 19. Netto il divario tra Nord e Sud

Mar 22, 2026 #politica

Prosegue in maniera sostenuta la partecipazione degli italiani al referendum sulla Giustizia. Alle ore 19, secondo i dati ufficiali diffusi dal Ministero dell’Interno, l’affluenza nazionale si attesta al 38,90% (dato ancora parziale), in netto aumento rispetto al 14,92% registrato a mezzogiorno.

Un dato che conferma un trend in crescita costante nel corso della giornata e che proietta la consultazione verso una possibile affluenza finale intorno al 60%, qualora il ritmo di partecipazione dovesse mantenersi stabile fino alla chiusura delle urne.

I seggi, aperti dalle ore 7 di questa mattina, resteranno operativi fino alle 23, con una seconda finestra di voto prevista per domani, dalle 7 alle 15. Il dato delle 19 rappresenta tradizionalmente un indicatore chiave per comprendere l’andamento complessivo della consultazione.

Affluenza e dinamiche politiche

Sul piano politico, il livello di partecipazione assume un peso determinante anche nella lettura degli equilibri tra le opzioni in campo. Secondo le analisi più diffuse, un’affluenza elevata tende a favorire il “Sì”, mentre una partecipazione più contenuta potrebbe avvantaggiare il “No”. La soglia di equilibrio viene generalmente collocata intorno al 45%.

Alla base di questa dinamica vi è il diverso grado di mobilitazione dell’elettorato: più prudente e meno incline alla partecipazione quello dell’area moderata, tradizionalmente riconducibile al centrodestra; più compatto e motivato, invece, quello del centrosinistra.

La mappa regionale: Nord in testa, Sud in affanno

Dall’analisi dei dati regionali emerge con chiarezza una frattura territoriale ormai consolidata. Le regioni del Nord guidano la classifica della partecipazione, mentre il Mezzogiorno fatica a tenere il passo.

In testa si colloca l’Emilia-Romagna con il 46,3%, seguita da Lombardia (44,9%) e Toscana (44,7%). Buoni anche i dati di Veneto (43,1%), Friuli Venezia Giulia (42,4%), Umbria e Liguria (entrambe al 42,1%), Piemonte (41,6%), Lazio e Marche (41,2%).

Più indietro le regioni del Centro-Sud e del Sud: Abruzzo al 39,18%, Valle d’Aosta al 37,98% e Trentino-Alto Adige al 34,7%. Ancora più distanti Sardegna (32,3%) e Molise (32,5%).

Chiudono la classifica Puglia (30,9%), Basilicata (30,4%), Campania (29,8%), Calabria (29,3%) e Sicilia, fanalino di coda con il 28,8%.

Un divario che si conferma significativo e che fotografa, ancora una volta, una partecipazione a due velocità nel Paese, con il Mezzogiorno in evidente ritardo rispetto al resto d’Italia.

Le prossime ore decisive

Le prossime ore saranno cruciali per definire il quadro definitivo. L’attenzione è ora rivolta alla fascia serale e alla giornata di domani, che potrebbero consolidare o modificare gli equilibri emersi finora.

In gioco non c’è soltanto l’esito del referendum, ma anche un indicatore politico rilevante: il livello di coinvolgimento degli italiani su una riforma che tocca direttamente il funzionamento della giustizia e gli assetti istituzionali del Paese.