• 12 Agosto 2026 5:21

GS Channel TV

Calabria (ch.83) // Roma (ch.79) // HbbTV (ch.68)

Morte di Antonio Perrotta, il decreto di fermo: due fratelli indagati per omicidio

Ago 12, 2026 #cronaca

Le telecamere ricostruiscono l’aggressione fuori dalla discoteca di Sangineto. Sequestrati vestiti e scarpe nell’abitazione degli indagati, su una camicia una macchia di sangue. La Procura: «Gravi indizi di colpevolezza» e pericolo di fuga

SANGINETO – Una lite all’interno della discoteca, l’allontanamento dal locale, poi la violenta aggressione all’esterno. Un colpo al volto, la caduta sull’asfalto e il trauma alla testa che, nonostante l’intervento chirurgico, si rivelerà fatale. È questa la sequenza che emerge dal decreto di fermo firmato dal procuratore della Repubblica di Paola, Domenico Fiordalisi, nell’inchiesta sulla morte di Antonio Perrotta.

Nel provvedimento, datato 11 agosto 2026, la Procura indica nei fratelli Umberto e Domenico Orsino i due indagati ritenuti responsabili dell’aggressione. Nei loro confronti viene contestato, allo stato dell’inchiesta, il concorso nell’omicidio, aggravato dai futili e abietti motivi.

Una ricostruzione che poggia principalmente sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza della discoteca Il Castello di Sangineto, sull’attività condotta da Polizia di Stato e Carabinieri e sugli elementi acquisiti durante la perquisizione dell’abitazione nella disponibilità dei due fratelli.

La lite nella notte e l’allontanamento dal locale

Tutto accade nella notte tra l’8 e il 9 agosto. Secondo quanto riportato nel decreto, all’interno della discoteca si verifica una lite nella quale rimane coinvolto Perrotta. Gli addetti alla sicurezza intervengono per evitare che la situazione degeneri e allontanano due giovani dal locale.

Da quel momento diventano decisive le telecamere.

Gli investigatori analizzano i filmati fotogramma dopo fotogramma, ricostruendo sia i movimenti dei due uomini sia quelli di Perrotta. Il giovane raggiunge il gruppo formato dagli addetti alla sicurezza, si dirige verso l’uscita e arriva nell’area oltre il transennamento.

È qui che, secondo la ricostruzione della Procura, avviene la colluttazione.

Le immagini documenterebbero il momento in cui Perrotta viene colpito violentemente al volto, perde l’equilibrio e cade a terra, battendo con forza la testa.

Il decreto fa riferimento a pugni e calci e attribuisce ai due indagati la condotta che avrebbe determinato la caduta e le gravissime conseguenze.

Il trauma, l’operazione e la morte

Perrotta riporta un «ematoma epidurale acuto» e una «frattura composta della base cranica».

Subito dopo l’aggressione viene soccorso dagli addetti alla sicurezza. Riprende conoscenza e, in un primo momento, viene accompagnato verso casa sull’automobile di un conoscente. Durante il tragitto, però, le sue condizioni peggiorano rapidamente.

Scatta così la corsa verso l’ospedale di Cetraro.

Il quadro clinico appare subito estremamente grave e i sanitari dispongono il trasferimento in elisoccorso all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove Perrotta viene sottoposto a un delicato intervento chirurgico alla testa per intervenire sulle numerose fratture riportate nella zona cranica.

L’operazione, precisa il decreto, riesce sotto il profilo tecnico. Le lesioni sono però troppo gravi.

Alle 4.42 del 10 agosto, Antonio Perrotta muore.

Le immagini e l’identificazione dei due fratelli

Mentre i medici tentano di salvare la vita del giovane, Polizia e Carabinieri lavorano per dare un nome ai protagonisti dell’aggressione.

Il punto di partenza sono ancora una volta le registrazioni della videosorveglianza.

Uno dei due soggetti viene descritto dagli investigatori come un uomo dalla corporatura piuttosto robusta, con capelli molto corti, pantaloncini scuri o blu e una camicia bianca a maniche corte. Il secondo appare più alto e vestito di bianco.

La comparazione dei tratti somatici, delle immagini e delle fotografie disponibili porta gli investigatori a identificare i due uomini in Umberto Orsino, nato in Lussemburgo il 29 aprile 2002, e Domenico Orsino, nato in Lussemburgo il 6 luglio 2004.

I fratelli risultano residenti in Lussemburgo e domiciliati a Belvedere Marittimo.

La perquisizione e quella macchia sulla camicia

Gli investigatori procedono quindi a una perquisizione d’iniziativa della polizia giudiziaria nell’abitazione nella disponibilità dei due fratelli, giustificata dall’urgenza delle indagini.

All’interno vengono trovati indumenti e calzature ritenuti compatibili con quelli indossati dai soggetti ripresi dalle telecamere durante le fasi dell’aggressione.

Un elemento, in particolare, attira l’attenzione degli investigatori.

Su una camicia viene individuata una macchia di sangue, nonostante l’indumento, secondo quanto riportato nel decreto, fosse stato precedentemente lavato.

Vestiti e calzature vengono sequestrati. Saranno gli eventuali accertamenti scientifici a dover stabilire la natura della traccia ematica e l’esistenza di un possibile collegamento con la vittima.

La Procura: gravi indizi e rischio di fuga

Per la Procura di Paola, l’insieme degli elementi raccolti – la ricostruzione attraverso le telecamere, l’identificazione dei soggetti e quanto rinvenuto durante la perquisizione – consente di configurare gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due fratelli.

Il provvedimento ricostruisce anche il possibile movente. Secondo l’ipotesi investigativa, all’origine della vicenda vi sarebbe l’allontanamento dei due giovani dalla discoteca da parte degli addetti alla sicurezza perché privi del biglietto.

Una circostanza che porta la Procura a contestare anche l’aggravante dei futili e abietti motivi.

Ma nel decreto c’è un altro elemento ritenuto determinante: il pericolo di fuga.

I fratelli Orsino risultano residenti all’estero e, secondo la ricostruzione degli investigatori, dopo l’aggressione si sarebbero allontanati di corsa. Per il procuratore Fiordalisi esisteva dunque il concreto rischio che potessero rientrare in Lussemburgo, rendendo più difficile la loro successiva cattura.

Da qui la decisione di procedere con il fermo.

Il decreto dispone che Umberto e Domenico Orsino vengano messi a disposizione della Procura della Repubblica di Paola per l’interrogatorio, prima del trasferimento nella casa circondariale di Paola.

L’atto è stato sottoscritto dal procuratore Domenico Fiordalisi l’11 agosto 2026 alle 13.25.

L’inchiesta è nella sua fase iniziale. Le accuse e la ricostruzione contenute nel decreto rappresentano le contestazioni formulate dalla Procura sulla base degli elementi finora acquisiti. La responsabilità penale degli indagati dovrà essere accertata nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.