• 4 Agosto 2026 2:33

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Veneto, dietrofront sul blocco dei diesel Euro 5: la Regione cerca una strada alternativa

Ago 2, 2026 #cronaca, #politica

Il Veneto prova a cambiare rotta sul contestato stop alla circolazione delle auto diesel Euro 5. La Regione sta infatti lavorando a un piano che consentirebbe di evitare il blocco dei veicoli immatricolati tra il 2009 e il 2015, previsto nell’ambito delle misure per il miglioramento della qualità dell’aria, sostituendolo con una serie di interventi alternativi in grado di garantire comunque il rispetto degli obiettivi ambientali fissati dall’Unione Europea.

La posizione dell’amministrazione regionale è chiara: la transizione ecologica non può tradursi in un costo insostenibile per milioni di cittadini. Un divieto generalizzato, spiegano da Palazzo Balbi, rischierebbe infatti di penalizzare soprattutto le famiglie e i lavoratori che non hanno la possibilità economica di sostituire la propria automobile con un modello più recente.

Per questo motivo la giunta guidata dal presidente Luca Zaia, con l’assessore all’Ambiente Gianpaolo Bottacin e il vicepresidente Elisa De Berti impegnati nel confronto con il Governo e con le istituzioni europee, starebbe predisponendo un pacchetto di misure compensative. Tra le ipotesi allo studio figurano il lavaggio invernale delle strade per ridurre la dispersione delle polveri sottili, una maggiore diffusione dello smart working nella pubblica amministrazione, incentivi per la conversione dei motori ad alimentazioni alternative e ulteriori interventi mirati alla riduzione delle emissioni.

L’obiettivo è duplice: continuare a perseguire il miglioramento della qualità dell’aria senza imporre un sacrificio economico a migliaia di automobilisti che utilizzano ancora vetture Euro 5 perfettamente efficienti e spesso indispensabili per raggiungere il luogo di lavoro.

La proposta sarà ora oggetto di confronto con il Governo e con gli organismi competenti, chiamati a verificare se le misure alternative saranno considerate sufficienti per rispettare gli standard europei in materia di inquinamento atmosferico. Se il piano dovesse ottenere il via libera, il Veneto potrebbe diventare il primo laboratorio nazionale di un modello che punta a conciliare tutela dell’ambiente, sostenibilità sociale ed esigenze della mobilità quotidiana.