Condividi C’è un dato che più di tutti racconta il momento politico italiano: 46,3% contro 45,2%. Una manciata di punti. Un equilibrio instabile. Una partita apertissima. Il sondaggio Tecnè fotografa un’Italia sospesa, dove il centrodestra resta avanti ma perde l’effetto dominio, mentre il centrosinistra – pur diviso – torna competitivo. La fotografia del sondaggio (Tecnè) Centrodestra (46,3%) Fratelli d’Italia: 29,2% Forza Italia: 9,1% Lega: 7,1% Noi Moderati: 0,9% Centrosinistra (45,2%) Partito Democratico: 22,1% Movimento 5 Stelle: 13,0% Alleanza Verdi-Sinistra: 6,4% Italia Viva: 2,2% +Europa: 1,5% Altri: 8,5% (Azione 3,2%, altri minori inclusi) Affluenza dichiarata: 55,8%, con un impressionante 44,2% tra astenuti e indecisi. Il dato politico: Meloni regge, ma non domina più La prima evidenza è chiara: Fratelli d’Italia resta il baricentro del sistema, attorno al 29%, in linea con le principali rilevazioni nazionali che la collocano stabilmente primo partito. Ma la vera notizia è un’altra: il centrodestra non è più autosufficiente sul piano politico-narrativo. Dopo il referendum sulla giustizia – che ha segnato una battuta d’arresto per il governo – la leadership di Giorgia Meloni entra in una fase più complessa, meno lineare. Non crolla. Ma si incrina. Il centrosinistra: competitivo, ma ancora incompleto Il 45,2% del campo largo è il dato più sorprendente. Non tanto per la cifra assoluta, quanto per il potenziale. Il PD tiene sopra il 22% Il M5S si conferma decisivo sopra il 13% AVS consolida una fascia strutturale oltre il 6% Numeri coerenti con le tendenze recenti che vedono una crescita del Movimento 5 Stelle e una tenuta del PD, nonostante oscillazioni. Eppure manca ancora qualcosa: una leadership unitaria, una proposta riconoscibile, una sintesi politica vera. Il fattore decisivo: gli astenuti Quel 44,2% tra indecisi e non voto è la vera bomba politica. Non è solo disaffezione. È una riserva elettorale enorme, capace di ribaltare qualsiasi scenario. E non è un caso che proprio i giovani – protagonisti nel recente referendum – abbiano mostrato una crescente mobilitazione, spesso in chiave critica verso il governo. Tradotto: chi saprà intercettare questo blocco, vincerà le prossime elezioni. Centro politico: irrilevanza o ago della bilancia? Azione, Italia Viva, +Europa: insieme valgono poco più del 6-7%. Numeri insufficienti per competere da soli, ma potenzialmente decisivi in un sistema così polarizzato. Il centro oggi è debole elettoralmente, ma strategico politicamente. La vera lettura: equilibrio instabile Questo sondaggio racconta tre verità nette: Il centrodestra è ancora primo, ma non più egemone Il centrosinistra è competitivo, ma non ancora credibile come alternativa di governo Il Paese reale è fuori dai partiti: quasi metà degli italiani non sceglie Conclusione: partita aperta verso il 2027 Se si votasse oggi, il centrodestra vincerebbe. Ma non stravincerebbe. E soprattutto: non convincerebbe più come prima. Il dato politico è tutto qui: l’Italia non ha cambiato campo, ma ha smesso di essere certa. E in politica, quando la certezza scompare, inizia sempre una nuova stagione. Navigazione articoli Referendum giustizia, Occhiuto ammette: “Disastro comunicativo”. Ma rilancia: “Il governo può recuperare”Sigonella, il giallo dei voli Usa: Crosetto parla di “errore umano”.