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Concorso per notai, appunti imbarazzanti online per errore: «Carina», «graziato», «fenomeno»

Feb 20, 2026 #cronaca

Un file Excel caricato per pochi minuti sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato e poi rimosso in fretta. Tanto è bastato, però, perché gli screenshot facessero il giro di blog e social, scatenando polemiche, accuse e annunci di ricorsi.

Al centro della bufera, il concorso per notai: accanto ai nomi dei candidati che hanno superato le prove scritte del novembre 2024, e che si preparano agli orali previsti nelle prossime settimane, compaiono annotazioni che nulla hanno a che vedere con la sobrietà e l’imparzialità che ci si aspetterebbe da una selezione pubblica.

Tra le diciture finite online si leggono giudizi come «carina», «graziato», «fenomeno», «Genio?», «Fenomeno???», fino a un pittoresco «candidato garibaldino». Espressioni che evocano ironia, simpatia personale o addirittura indulgenza, e che mal si conciliano con l’idea di una correzione rigorosamente tecnica, anonima e oggettiva.

I “santi” accanto ai candidati

Il dettaglio più sorprendente riguarda però una serie di nomi in codice ispirati a santi: san Mattia Apostolo, san Pancrazio, san Filippo Neri, santa Matilde di Hackeborn. In un caso, accanto a un candidato lombardo, compare perfino la dicitura «Papa».

Un linguaggio che ha immediatamente acceso il sospetto, soprattutto tra gli esclusi: quelle figure celesti sarebbero in realtà un sistema di codifica per indicare “padrini”, referenti politici o professionali? Una sorta di mappa relazionale mascherata da agiografia? Al momento si tratta di ipotesi, ma l’effetto reputazionale è devastante.

Non mancano poi annotazioni più disinvolte, come «Sciopero e cena a Enoteca Corsi», che suggeriscono un clima quantomeno informale, se non goliardico, intorno a una procedura che dovrebbe essere blindata sotto il profilo istituzionale.

Discrezionalità e anonimato sotto esame

Il concorso notarile è tradizionalmente uno dei più selettivi e complessi dell’ordinamento italiano. Le tre prove scritte – in materia civile, commerciale e atti di ultima volontà – dovrebbero essere corrette in forma anonima, con il sistema delle buste separate, sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia.

Eppure nel file compaiono annotazioni come «graziato sul commerciale» o «salvato sul civile», formule che sembrano suggerire un margine di valutazione soggettiva ben oltre la fisiologica discrezionalità tecnica.

Su 400 posti messi a bando, poco più della metà è stata effettivamente assegnata. Numeri che, in un contesto già competitivo e segnato da anni di studio intensivo, rendono ogni ombra sulla trasparenza particolarmente sensibile.

Possibili conseguenze

Resta da chiarire chi abbia redatto il file, per quale uso interno fosse stato predisposto e come sia potuto finire online, seppure per pochi minuti. Non si escludono verifiche disciplinari e, qualora emergessero elementi concreti, anche profili di rilevanza penale.

Per ora, l’unica certezza è il danno d’immagine per un’istituzione che fonda la propria autorevolezza sulla terzietà e sulla fiducia pubblica. E mentre i candidati si preparano agli orali, il dibattito corre veloce: in un concorso che richiede preparazione enciclopedica e resistenza psicologica, l’idea che possa servire anche “un santo in paradiso” è una suggestione che rischia di lasciare il segno.