• 18 Aprile 2026 23:47

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Carburanti, effetto paradosso dopo il taglio delle accise: prezzi in aumento, scattano i controlli della Guardia di Finanza

Mar 19, 2026 #cronaca

Doveva essere una boccata d’ossigeno per famiglie e imprese, si è trasformata – almeno nelle prime ore – in un caso nazionale. Il taglio delle accise sui carburanti deciso dal Governo per contenere l’impatto dell’impennata energetica legata al conflitto in Medio Oriente non si è tradotto, come atteso, in un calo immediato dei prezzi alla pompa. Al contrario, si registrano rincari e anomalie che hanno acceso la protesta dei consumatori e fatto scattare controlli a tappeto.

A lanciare l’allarme è il Codacons, secondo cui benzina e gasolio sarebbero oggi venduti a prezzi addirittura superiori rispetto a quelli precedenti al decreto. Un paradosso che emerge con evidenza dai dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: sull’autostrada A22 del Brennero il gasolio “premium” ha toccato il record di 3,159 euro al litro al servito, mentre il self ha sfiorato i 2,849 euro.

Una dinamica che ha spinto l’associazione dei consumatori a chiedere un intervento immediato dell’esecutivo, denunciando un cortocircuito nella filiera. Secondo il Codacons, infatti, i gestori degli impianti non avrebbero ricevuto indicazioni operative dalle compagnie petrolifere sull’adeguamento dei listini al taglio delle accise, restando vincolati ai prezzi imposti a monte.

Dal Governo è arrivata una risposta tempestiva. I ministri delle Imprese, Adolfo Urso, e dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, hanno annunciato l’avvio di un’azione immediata di controllo affidata alla Guardia di Finanza, con verifiche capillari su tutta la rete distributiva. L’obiettivo è duplice: accertare il corretto adeguamento dei prezzi alla riduzione fiscale e individuare eventuali anomalie nei costi di acquisto e nei listini praticati al pubblico.

Parallelamente, al Mimit si è riunita la Commissione di allerta rapida, incaricata di monitorare l’andamento del mercato. Il Garante per i prezzi sta inoltre elaborando specifici indici di anomalia per confrontare l’evoluzione dei prezzi al consumo con quella delle materie prime sui mercati internazionali.

Intanto, mentre i controlli partono, monta la rabbia dei cittadini. Alle pompe di benzina si raccolgono testimonianze di frustrazione e incredulità: «Il carburante è ancora alle stelle, è una vergogna», raccontano molti automobilisti, mentre sui social impazza l’ironia amara di chi denuncia rincari persino dopo il provvedimento governativo.

Ma dal fronte dei gestori arriva una lettura diversa. Ferruccio Schiavello, presidente della Claai energia Calabria, respinge le accuse di speculazione: «Noi siamo obbligati ad applicare i prezzi che le compagnie petrolifere ci comunicano. Al momento non sono ancora arrivati i nuovi listini aggiornati al taglio delle accise». Una questione di tempistiche, dunque, più che di volontà.

Non solo. I benzinai evidenziano anche un problema economico strutturale: il carburante già presente nei serbatoi è stato acquistato ai prezzi precedenti al decreto e il taglio delle accise rischia di tradursi in una perdita diretta per i gestori, senza adeguati meccanismi di compensazione.

Il risultato è un corto circuito tra decisione politica e applicazione reale sul territorio. Un ritardo fisiologico o un’anomalia di mercato? Saranno ora le verifiche della Guardia di Finanza a stabilirlo.

Nel frattempo, per milioni di automobilisti italiani, il pieno resta un salasso. E la promessa di un sollievo immediato, almeno per ora, rimane sulla carta.