• 3 Ottobre 2026 23:33

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Università, Commissione elettorale Sapienza: “Criterio ponderazione voto studentesco lo stesso del 2020”

Ott 3, 2026 #adnkronos, #newsregionali

(Adnkronos) – "Il criterio applicativo di ponderazione del voto studentesco è quello già seguito dalla Commissione elettorale centrale nelle elezioni rettorali del 2020". E' quanto sottolinea la Commissione elettorale centrale (Cec) in vista dell’avvio delle votazioni per l’elezione del rettore/rettrice della Sapienza Università di Roma per il sessennio 2026-2032, il cui primo turno si svolgerà dal 6 al 9 ottobre, fornendo "alcune precisazioni, tutte documentate dagli atti, sul proprio ruolo, sul criterio di ponderazione del voto dei rappresentanti degli studenti e sulla propria composizione". La Commissione elettorale centrale ricorda innanzitutto di essere "un organo di garanzia, terzo rispetto ai candidati e imparziale nell’esercizio delle proprie funzioni". Alla Cec spetta "accertare la validità delle candidature, pronunciarsi su eventuali omissioni o indebite inclusioni nell’elenco dell’elettorato attivo e sui reclami pervenuti durante le operazioni di voto, sovrintendere alle operazioni di scrutinio, procedere alla proclamazione dei risultati e decidere sui ricorsi contro i risultati proclamati. Il decreto costitutivo ricomprende espressamente la Cec tra gli organi di garanzia della procedura elettorale. Nell’esercizio delle proprie funzioni, la Commissione è chiamata a operare in posizione di terzietà rispetto ai candidati e secondo criteri di imparzialità nei confronti delle diverse componenti della Comunità universitaria, a garanzia della regolarità del procedimento elettorale". "La sua composizione – precisa la Commissione – assicura la presenza delle diverse componenti della comunità universitaria: un presidente scelto tra i professori ordinari; un professore ordinario, un professore associato e un ricercatore, sorteggiati nell’ambito di due terne di nominativi, una designata dai rappresentanti del personale docente in Consiglio di amministrazione e una dai rappresentanti del personale docente in Senato accademico; un rappresentante del personale tecnico-amministrativo, designato dai rappresentanti della stessa componente in consiglio di amministrazione; un rappresentante degli studenti, designato dai rappresentanti degli studenti in consiglio di amministrazione; un funzionario con funzioni di segretario, designato dalla direttrice generale". "La provenienza dei componenti dalle diverse articolazioni della Comunità universitaria assicura la pluralità della composizione della Cec – sottolinea – Tale provenienza non modifica, tuttavia, la natura delle funzioni esercitate collegialmente: ciascun componente è chiamato a concorrere, nell’esercizio del proprio mandato, alla regolarità e all’imparzialità del procedimento elettorale, nell’interesse dell’intera comunità universitaria". Quanto al "criterio applicativo di ponderazione del voto studentesco", la Cec osserva che "è quello già seguito dalla Commissione elettorale centrale nelle elezioni rettorali del 2020".  "Il peso del voto dei rappresentanti degli studenti è stabilito dall’articolo 22, comma 6, lett. b), del vigente regolamento elettorale ed è ripreso dall’articolo 7, comma 4, lett. b), del decreto di indizione delle elezioni 2026 – ricorda la Commissione elettorale centrale – La disposizione stabilisce che il voto ponderato dei rappresentanti degli studenti 'è sempre pari al 15% del personale docente ed equiparato' e, nel disciplinare le modalità applicative di tale previsione, contempla espressamente il solo caso in cui, in una Facoltà, la rappresentanza studentesca in Assemblea sia superiore al 15% del personale docente ed equiparato. In tale ipotesi, il peso dei relativi voti è ridotto proporzionalmente, in modo da ottenere un numero di voti esprimibili pari al 15%". "La disposizione disciplina dunque espressamente l’ipotesi di superamento della predetta percentuale, prevedendo in quel caso un coefficiente di riduzione – spiega la Commissione – Non contempla invece un corrispondente coefficiente di incremento qualora, in una determinata Facoltà, il numero dei rappresentanti degli studenti sia inferiore al 15%. In altri termini, il regolamento non prevede, per il voto del singolo rappresentante studentesco, un corrispondente coefficiente di incremento volto a ricondurre il peso complessivo della rappresentanza al 15% nelle Facoltà in cui il numero dei rappresentanti effettivamente eletti sia inferiore a tale soglia". "Resta inoltre fermo, sul piano dei principi generali, il carattere personale, libero e segreto del voto, espressamente garantito dall’articolo 9, comma 4, del regolamento elettorale, che ne assicura altresì la non ripetibilità, non modificabilità e non revocabilità una volta espresso. La stessa premessa del regolamento richiama i principi costituzionali del diritto elettorale, in coerenza con l’articolo 48 della Costituzione, secondo cui il voto è personale ed eguale, libero e segreto – continua la Commissione – Tali principi costituiscono evidentemente la cornice generale di garanzia dell’espressione del voto e si affiancano, nel procedimento elettorale di ateneo, alle specifiche regole di ponderazione stabilite dallo statuto e dal regolamento". La Commissione sottolinea che "non si tratta di un criterio applicativo introdotto in occasione delle elezioni del 2026. Il regolamento per le elezioni del rettore mediante voto elettronico, emanato con d.r.. n. 1822 del 13 giugno 2019 e applicato alle elezioni rettorali del 2020, prevedeva già che, nelle Facoltà in cui la rappresentanza studentesca fosse superiore al 15% del personale docente ed equiparato afferente, il peso del voto fosse ridotto proporzionalmente fino a ottenere un numero di voti esprimibili pari al 15% – osserva – Pur nella diversa formulazione oggi vigente, il criterio applicativo della riduzione sopra soglia è dunque preesistente all’attuale tornata elettorale". "Il dato trova ulteriore conferma nell’applicazione concreta seguita nel 2020 – osserva ancora la Commissione – Il verbale numero 4 della Commissione elettorale centrale del 13 novembre 2020 reca in allegato la tabella 'Confronto tra rappresentanti eletti e 15% docenti in assemblea di Facoltà'. Da essa risulta che fu applicato un coefficiente di riduzione alle quattro Facoltà nelle quali la rappresentanza studentesca superava il 15%: Farmacia e Medicina (0,9493); Ingegneria civile e industriale (0,9848); Medicina e Odontoiatria (0,9392); Scienze politiche, sociologia, comunicazione (0,9517). Nelle Facoltà di Ingegneria dell’informazione, informatica e statistica; Lettere e Filosofia; Medicina e Psicologia; Scienze matematiche, fisiche e naturali, nelle quali il numero dei rappresentanti degli studenti risultava invece inferiore alla soglia del 15%, non fu applicato alcun coefficiente di incremento". "Non trova pertanto riscontro nella documentazione relativa alle elezioni rettorali del 2020 l’affermazione secondo cui, in quella tornata, sarebbe stato applicato un diverso criterio applicativo di ponderazione del voto della componente studentesca – precisa ancora la Cec – Gli atti documentano la riduzione proporzionale nelle Facoltà nelle quali la rappresentanza studentesca superava il 15% del personale docente ed equiparato e l’assenza di un coefficiente di incremento nelle Facoltà nelle quali tale rappresentanza risultava inferiore alla medesima soglia". La Cec ribadisce quindi che sul punto "della ponderazione del voto della componente studentesca, il criterio applicativo seguito nel 2026 è il medesimo già concretamente applicato nelle elezioni rettorali del 2020". Quanto poi alla composizione della Commissione elettorale centrale e sulle dimissioni del componente studentesco, la Cec osserva che la vicenda è "distinta" da quella legata relativa al criterio di ponderazione dei voti. "Nella seduta dell'1 ottobre scorso la Commissione ha esaminato una comunicazione ufficiale del Comitato dei Garanti, organo previsto nell’ambito della procedura elettorale, al quale il regolamento attribuisce il compito di 'assicurare il democratico e corretto svolgimento del dibattito tra elettori e candidati, nonché il rispetto del presente regolamento e del regolamento generale di utilizzo della rete telematica di Sapienza Università di Roma' – spiega la Cec – A seguito della segnalazione presentata da un’associazione studentesca, il Comitato dei Garanti aveva valutato che 'il comportamento e le esternazioni del rappresentante degli studenti si palesano inappropriate e incompatibili con il ruolo di componente della Commissione elettorale centrale". La Cec aggiunge di non aver svolto "alcuna valutazione di merito sulla segnalazione né ha adottato nei confronti del componente alcun provvedimento di rimozione. Riunita in seduta plenaria, nell’ambito delle proprie competenze, si è limitata a prendere atto delle conclusioni formulate dal Comitato dei Garanti". E, a seguito di tale presa d’atto, "il componente studentesco ha rassegnato le proprie dimissioni dalla Commissione elettorale centrale". La stessa Commissione conclude affermando di attendere "ora la designazione, da parte dei rappresentanti degli studenti in Consiglio di amministrazione, del nuovo componente studentesco" così da ripristinare "tempestivamente la piena composizione della Commissione (Cec). Nel pieno rispetto dell’autonomia della rappresentanza studentesca cui compete la designazione, la Commissione auspica che essa possa maturare nel segno della più ampia condivisione possibile all’interno della comunità studentesca, coerentemente con la funzione di garanzia, terzietà e imparzialità che connota costitutivamente il ruolo e le funzioni affidate alla Commissione elettorale centrale". 
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