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Un’indagine Cnr-Irpps fotografa gli adolescenti intrappolati tra social e disagio crescente

Nov 6, 2026 #adnkronos, #tecnologia

(Adnkronos) – I risultati della seconda rilevazione del progetto "Mutamenti interazionali e benessere" (MiB), condotto dal gruppo di ricerca MUSA dell'Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpps) su un campione di circa tremila adolescenti romani, delineano un quadro caratterizzato da fragilità diffuse, forme di dipendenza tecnologica e un persistente isolamento sociale. La ricerca fotografa un aumento dell'iperconnessione e del fenomeno del phubbing, affiancati da segnali di disagio emotivo e da un incremento degli atteggiamenti intolleranti, confermando la necessità di monitorare l'impatto dei nuovi strumenti di comunicazione sulle giovani generazioni. L'analisi evidenzia che il 26,8% dei quindicenni supera la soglia dell'iperconnessione, trascorrendo oltre quattro ore al giorno sui social media, con una maggiore incidenza tra le ragazze. Contestualmente si registra il fenomeno del phubbing, ovvero il fastidio marcato per le interruzioni durante la navigazione online, che interessa il 55% del campione.  Sul fronte delle nuove tecnologie, l'intelligenza artificiale viene utilizzata dal 73,1% degli studenti principalmente per finalità scolastiche, sebbene il 16,2% manifesti un utilizzo disfunzionale caratterizzato da un forte legame emotivo e dipendenza. Commentando i dati emersi dall'indagine, Antonio Tintori, ricercatore del Cnr-Irpps e responsabile del gruppo MUSA, ha dichiarato: "Il mondo virtuale e ora l'AI ci stanno silenziosamente proiettando in una nuova dimensione comunicativa che, per ora, sta producendo più disagi che benefici". Dal punto di vista psicologico, il distress che include sintomi di ansia e depressione raggiunge il 20,7%, penalizzando in misura maggiore le studentesse, mentre la bassa autostima interessa il 37,3% degli intervistati. Crescono anche i livelli di aggressività (26,2%) e i casi di alessitimia (16,9%), intesa come difficoltà a riconoscere le proprie emozioni.  Il fenomeno dell'isolamento sociale rimane su livelli elevati, con circa la metà dei ragazzi che limita le uscite alle attività scolastiche e una quota del 6,6% che sperimenta condizioni assimilabili al ritiro sociale prolungato. Parallelamente, l'indagine rileva un aumento degli stereotipi nei confronti dei migranti e degli atteggiamenti omotransfobici, mentre il bullismo e il cyberbullismo continuano a rappresentare problematiche centrali nei contesti scolastici e relazionali, accompagnati da una crescente diffusione del consumo di alcol e del fenomeno del binge drinking tra i giovanissimi. 
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