• 23 Ottobre 2026 18:44

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Ucraina, il dramma di Oleshky: l’inferno in terra sulla linea del fronte

Ott 23, 2026 #adnkronos, #ultimora

(Adnkronos) – La First lady americana, Melania Trump, ha ottenuto un cessate il fuoco nella città ucraina di Oleshky, a partire dal prossimo 29 ottobre. L'annuncio della mediazione arriva a pochi giorni dai colloqui telefonici di Papa Leone XVI sia con Vladimir Putin che con Volodymyr Zelensky, per chiedere la tregua umanitaria a Oleshky. E' un "inferno in terra", secondo gli ucraini che conoscono le condizioni, citati a fine settembre dal britannico Guardian. A settembre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parlava di "situazione critica", continuando ad accusare le forze di Kiev di ostacolare l'arrivo di aiuti. Anche Putin ha illustrato al Pontefice, con una "spiegazione esaustiva", quella che il Cremlino ritiene essere la responsabilità dell'Ucraina per la situazione umanitaria nella città e ha espresso sostegno all'iniziativa del Vaticano mirata a creare le condizioni necessarie per garantire la sicurezza della popolazione di Oleshky e consentire l'arrivo di rifornimenti essenziali. L'ultimo negozio di alimentari a Oleshky ha chiuso lo scorso gennaio. L'ultimo rifornimento di prodotti alimentari via terra, risale a maggio. Da allora, pacchi di aiuti vengono lasciati cadere dai droni delle forze di Kiev. La cittadina di Oleshky (Alyoshki in russo) sulla riva sinistra del Dnipro, di fronte a Kherson, da cui dista solo nove chilometri in linea d'aria, è occupata dalle forze russe sin dal 2022. Il ponte di Antonivskyi che la collega a Kherson è stato fatto saltare in aria dai russi nell'ottobre di quell'anno, durante il ritiro dopo la contro offensiva delle forze di Kiev. Gli abitanti che non sono riusciti ad andarsene in questi anni di guerra – si parla di 6.000 civili, a Oleshky e nei sei insediamenti dei dintorni, fra cui 200 bambini – sono senza cibo, acqua, gas, elettricità e cure mediche adeguate. Non sono neanche in grado di seppellire i morti. Erano circa 24.000, ricorda Human Rights Watch (Hrw), le persone che vivevano in città prima dell'avvio dell'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina, nel febbraio del 2022. A luglio Hrw riportava testimonianze secondo cui le strade della città e dintorni sono minati e i droni sorvolano la zona. Già ad aprile al Kyiv Independent Tetiana Hasanenko, sindaca ormai lontana dalla città, denunciava una "catastrofe umanitaria". Adesso l'inverno è alle porte. 
Le ambulanze non rispondono più alle chiamate. I pazienti gravi non possono essere trasferiti in ospedali di altre località. L'ospedale locale, a lungo considerato come l'ultimo rifugio, rimane aperto, ma è senza medicine e carburante per i generatori e da fine settembre non riceve più pazienti. La gente ricorre da tempo al baratto per acquisire quello di cui ha bisogno. Questa estate, chi è rimasto ha vissuto con quello che cresceva negli orti. Un residente ha testimoniato a Ukrainska Pravda che si iniziano a mangiare i cani. Chi se la sente, va in bici o a piedi nel villaggio di Radensk, 20 chilometri più lontano dal fronte e più rifornito. Ma il percorso è pericoloso. Anche i soldati russi lasciati a presidiare questo avamposto sono senza cibo e lo sottraggono ai residenti. Non autorizzano i residenti a seppellire i morti in bombardamenti. Vogliono portare i cadaveri a Henichesk per certificare che sono stati uccisi dagli ucraini. I corpi sono conservati nelle cantine dell'ospedale, dopo che è stato chiuso l'obitorio. Da maggio, se ne sono accumulati un centinaio. 
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