• 15 Giugno 2026 11:31

GS Channel TV

Calabria (ch.83) // Roma (ch.79) // HbbTV (ch.68)

UCOII: a Roma cori islamofobi, slogan anti-Islam e richiami fascisti. Le istituzioni condannino senza ambiguità

Giu 15, 2026 #cronaca

L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia esprime una condanna ferma e indignata per quanto avvenuto a Roma durante la manifestazione “Remigrazione e Riconquista” del 13 giugno 2026, dove sono stati scanditi cori apertamente islamofobi e anti-Islam contro i musulmani, insieme a richiami fascisti incompatibili con la memoria democratica e con i valori della Repubblica.

Non siamo davanti a una semplice intemperanza verbale, né a una polemica politica come tante. Quando in una piazza della Capitale si insulta una comunità religiosa, si grida contro i musulmani in quanto tali e si accompagnano questi slogan con nostalgie fasciste, il problema riguarda la tenuta democratica del Paese.

L’UCOII denuncia da tempo una escalation sempre più evidente contro i musulmani in Italia: attacchi ai luoghi di culto, campagne di delegittimazione, linguaggi d’odio, rappresentazioni dei fedeli come corpo estraneo alla nazione. Quanto accaduto a Roma è un ulteriore salto di qualità in una normalizzazione dell’odio anti-Islam che non può più essere ignorata.

La libertà di manifestare è un pilastro della democrazia. Ma non esiste libertà democratica che possa trasformarsi in licenza di umiliare una fede religiosa, di intimidire cittadini e residenti musulmani, o di riportare nello spazio pubblico simboli e linguaggi fascisti. La Repubblica non può restare neutrale davanti a chi usa la piazza per indicare una minoranza religiosa come bersaglio collettivo.

I musulmani italiani e le comunità musulmane che vivono nel nostro Paese sono parte della società italiana. Lavorano, studiano, pagano le tasse, educano i propri figli, partecipano alla vita civile e condividono le responsabilità comuni. Nessuno deve sentirsi straniero, minacciato o escluso per la propria fede.

Per questo chiediamo alle autorità competenti di verificare con serietà quanto accaduto e di valutare ogni profilo di responsabilità. Chiediamo soprattutto una presa di posizione pubblica, chiara e inequivocabile da parte delle istituzioni nazionali e locali: i cori islamofobi, gli slogan anti-Islam e i richiami fascisti devono essere condannati senza ambiguità.

In momenti come questo il silenzio istituzionale pesa. Le istituzioni hanno il dovere di dare segnali netti per preservare la Repubblica, la libertà religiosa, la pari dignità e la convivenza democratica. L’odio contro i musulmani non è un tema di parte: è una ferita alla Costituzione e alla sicurezza democratica di tutti.

L’UCOII continuerà a difendere con responsabilità il dialogo, la legalità e la convivenza. Ma responsabilità non significa rassegnazione. Davanti all’odio religioso e alla nostalgia fascista serve una risposta pubblica forte, immediata e all’altezza della gravità del momento.