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Svelato l’interruttore genetico che fa sudare troppo, nuove speranze per l’iperidrosi

Lug 18, 2026 #adnkronos, #primapagina

(Adnkronos) – Sudare così tanto da dover cambiare i vestiti più volte al giorno, evitando ogni contatto sociale per la vergogna e la paura di essere additati e derisi, isolandosi al punto da cadere in depressione. E' la vita di tanti pazienti con iperidrosi, un problema che affligge dal 2 al 5% della popolazione con sintomi ben più gravi di un semplice 'imbarazzo'. Ora la scienza accende nuove speranze, grazie alla scoperta di un 'interruttore genetico' che in alcune forme di iperidrosi può innescare la sudorazione eccessiva. Il disturbo può dipendere infatti da un 'termostato' iperattivo nei nervi, il che lo riclassifica come "una condizione neurologica curabile". Dopo lunghe ricerche, è questa la conclusione di un team internazionale guidato da Frank Bosmanbs della Vrije Universiteit Brussel, ateneo di lingua olandese della capitale belga. Il lavoro, pubblicato su 'Science Advances', fornisce "solide prove che una forma di iperidrosi geneticamente determinata derivi da una sovrastimolazione dei nervi che controllano le ghiandole sudoripare. La scoperta – auspicano gli autori – elimina lo stigma che circonda questo problema e apre la strada a trattamenti mirati con farmaci già esistenti".  L'iper sudorazione viene ancora troppo spesso liquidata come 'un problema di pelle', un equivoco che condanna i pazienti a non capire cos'hanno e a restare orfani di cure adeguate, spiegano gli scienziati. L'équipe di Bosmans ha passato 10 anni cercando risposte al disturbo, in collaborazione con la Johns Hopkins University americana. Analizzando il Dna di oltre 180 persone con iperidrosi, gli scienziati hanno scoperto difetti in uno specifico canale proteico presente nei nostri nervi: il canale ionico Nav1.8. "Normalmente funziona come una porta biologica che regola i segnali elettrici nel sistema nervoso", descrivono gli studiosi. Ma "nei pazienti con iperidrosi questa porta rimane troppo aperta a causa di una predisposizione genetica. Di conseguenza, il sistema nervoso che controlla le ghiandole sudoripare è costantemente iperstimolato. I nervi sono in uno stato di attività continua", il che si traduce in una sudorazione eccessiva. Un "dato coerente con il quadro clinico in cui la sudorazione è spesso scatenata da stimoli emotivi o legati allo stress, senza che la condizione abbia un'origine psicologica". Per suffragare la teoria, i ricercatori hanno messo a punto un modello sperimentale. Siccome i topi sudano solo dalle zampe, ci hanno messo 2 anni a sviluppare un metodo di misurazione microscopica per contare le goccioline di sudore utilizzando una miscela di iodio e amido. Alla fine hanno osservato che effettivamente i topi con lo stesso difetto genetico sudavano eccessivamente, ma non appena venivano trattati con una sostanza in grado di bloccare i segnali nervosi iperattivi la sudorazione diminuiva "in modo significativo e reversibile". La realtà genetica, tuttavia, è complessa. Per esempio, il team si è imbattuto in un paziente che aveva ereditato una mutazione nervosa inibitoria, ma che nondimeno sudava eccessivamente a causa di un'ulteriore e unica mutazione in un canale idrico locale all'interno della ghiandola sudoripara stessa. A dimostrazione che "l'iperidrosi è una condizione in cui diversi percorsi biologici possono portare alla stessa sovrastimolazione che poi diventa visibile sulla pelle". Resta comunque il fatto che "la scoperta offre la prospettiva di trattamenti migliori e più mirati", prospettano gli autori.   "Oggi – ricordano gli scienziati – le forme gravi di iperidrosi vengono talvolta trattate con procedure che interrompono le vie nervose simpatiche nel torace. Questi trattamenti possono essere efficaci, ma sono invasivi, non adatti a tutti e possono causare effetti collaterali indesiderati". L'idea è che "una migliore comprensione della causa biologica" del disturbo, "attraverso approfondite ricerche genetiche e funzionali, potrebbe a lungo termine contribuire a prevedere con maggiore precisione quali pazienti potrebbero trarre maggior beneficio da trattamenti localizzati delle ghiandole sudoripare, farmaci sistemici o terapie mirate al sistema nervoso". Un secondo importante ambito di ricerca esplorato dagli autori è il cosiddetto riposizionamento dei farmaci, ossia la rivalutazione mirata – alla luce di quanto scoperto – di medicinali già disponibili con un determinato meccanismo d'azione. I ricercatori riferiscono che "nel modello murino diversi agenti clinicamente rilevanti hanno ridotto l'eccessiva sudorazione, inclusi trattamenti che agiscono sulla segnalazione colinergica, un meccanismo attraverso il quale le cellule nervose comunicano tra loro, o sull'eccitabilità delle cellule nervose". Questo, sottolineano, fornisce anche "un contesto biologico" alle segnalazioni di alcuni pazienti sull'effetto di prodotti a base di cannabis, poiché "alcuni cannabinoidi possono influenzare i canali del sodio". Tutto ciò "non significa che tali agenti possano già essere raccomandati come trattamento standard – precisano gli scienziati – ma che la ricerca pone le basi razionali per studi clinici controllati. In questo modo, la gestione dell'iperidrosi si sta spostando dal trattamento sintomatico verso un approccio più basato sui meccanismi". "Lo studio – concludono gli autori – colloca l'iperidrosi in un contesto più ampio di disturbi del sistema nervoso autonomo. La sudorazione è una funzione visibile del sistema nervoso autonomo e può quindi fungere da indicatore misurabile di disregolazione biologica. Ulteriori indagini sono necessarie per stabilire se meccanismi simili dei canali ionici contribuiscano anche ad altre forme di disautonomia, ad esempio in seguito a infezioni". Intanto, però, "per i pazienti il messaggio è chiaro: l'iperidrosi primaria non è semplicemente un problema estetico o una questione di stress; per almeno alcuni pazienti, si tratta di un disturbo biologico reale e potenzialmente curabile a carico dei nervi e delle ghiandole sudoripare".  
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