• 10 Luglio 2026 13:22

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Spie russe, oggi gli interrogatori degli ex 007 italiani: l’inchiesta entra nella fase decisiva

Lug 10, 2026 #cronaca, #news

ROMA – Entra nel vivo l’inchiesta sul presunto sistema di spionaggio che avrebbe trasferito informazioni riservate dall’Italia alla Russia. Nella giornata di oggi sono iniziati gli interrogatori di garanzia di Raoul Gavino Piras e Vincenzo Di Pasquale, i due ex appartenenti ai servizi di intelligence italiani arrestati nei giorni scorsi nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Roma e condotta dai Carabinieri del Ros. 

L’indagine ipotizza l’esistenza di una rete attraverso la quale informazioni considerate sensibili sarebbero state raccolte e successivamente consegnate a un presunto funzionario dell’intelligence russa operante in Italia con copertura diplomatica. Secondo gli investigatori, lo scambio sarebbe avvenuto in cambio di denaro e avrebbe riguardato notizie di interesse strategico per la sicurezza nazionale. 

Oltre ai due ex 007, risultano indagate altre cinque persone, tra cui quattro militari in servizio. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, reati che spaziano dallo spionaggio politico e militare alla rivelazione di segreti di Stato, fino all’accesso abusivo a sistemi informatici e alla divulgazione di informazioni riservate. L’inchiesta, avviata nel maggio 2025, avrebbe ricostruito una fitta rete di contatti attraverso attività di osservazione, intercettazioni e perquisizioni. 

Gli interrogatori rappresentano un passaggio fondamentale dell’inchiesta. Gli inquirenti puntano infatti a chiarire il ruolo dei singoli indagati, la natura delle informazioni che sarebbero state trasmesse, le modalità con cui avvenivano i contatti con i presunti referenti russi e l’eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti. 

La vicenda ha già assunto una dimensione internazionale. Dopo la decisione dell’Italia di espellere due addetti militari dell’ambasciata russa ritenuti coinvolti nell’inchiesta, Mosca ha annunciato una risposta diplomatica, alimentando ulteriormente la tensione tra i due Paesi. 

Sul piano politico, il ministro della Difesa ha ribadito una linea di assoluta fermezza nei confronti di chi dovesse aver tradito lo Stato, sottolineando che la tutela della sicurezza nazionale rappresenta una priorità assoluta e che saranno adottate tutte le misure necessarie per proteggere le strutture sensibili del Paese. 

L’esito degli interrogatori potrebbe fornire elementi decisivi per comprendere l’effettiva portata dell’inchiesta e verificare se il presunto sistema di spionaggio abbia realmente compromesso informazioni strategiche dell’apparato militare e dell’intelligence italiana.