• 10 Luglio 2026 14:37

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Sondaggio BiDiMedia, il centrodestra perde terreno: il Campo Largo sorpassa, Vannacci diventa l’ago della bilancia

Lug 10, 2026 #news, #politica

Il quadro politico italiano entra in una fase di crescente fluidità. Se da un lato Fratelli d’Italia continua a confermarsi il primo partito del Paese, dall’altro il tradizionale vantaggio del centrodestra appare sempre meno solido. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio realizzato da BiDiMedia tra il 4 e il 6 luglio e pubblicato l’8 luglio, che fotografa un sistema politico nel quale gli equilibri dipendono sempre più dalle alleanze e, soprattutto, dalla collocazione delle forze minori.  

Nel voto ai partiti, Fratelli d’Italia si attesta al 26,7%, mantenendo un margine significativo sul Partito Democratico, fermo al 21,8%. Il Movimento 5 Stelle raggiunge il 12,2%, mentre Forza Italia si conferma seconda forza della coalizione di governo con il 7,3%. A colpire è soprattutto il dato della Lega, che scende al 5,7%, ormai insidiata da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, stimato al 6,2%, un risultato che certifica il consolidamento del nuovo soggetto politico nell’area del centrodestra.  

Ma è osservando gli scenari di coalizione che emergono gli elementi politicamente più interessanti.

Nel primo scenario, quello che ripropone l’attuale assetto con Vannacci fuori dalla coalizione di governo, il Campo Largo supera il centrodestra: 43,9% contro 42,2%. Un sorpasso contenuto, ma simbolicamente rilevante perché interrompe la tradizionale superiorità numerica della coalizione guidata da Giorgia Meloni.  

L’ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione cambia radicalmente la prospettiva. Nel secondo scenario il distacco si riduce fino quasi ad annullarsi: il centrosinistra sale al 45,5%, mentre il centrodestra raggiunge il 44,5%. Una differenza di appena un punto percentuale che conferma come la scelta di Vannacci possa incidere direttamente sulla competitività elettorale della maggioranza.  

Il terzo scenario racconta invece un’altra possibile evoluzione: l’ingresso di Azione nel centrodestra e Vannacci che corre da solo. Anche in questo caso il Campo Largo conserva un leggero vantaggio, 45,5% contro 44%, mentre Futuro Nazionale raccoglie autonomamente il 6,6%, dimostrando di possedere un consenso ormai strutturato e non semplicemente di protesta.  

Ancora più significativo il quarto scenario, quello senza l’alleanza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. In questa ipotesi il centrodestra tornerebbe nettamente davanti con il 40,7%, mentre il centrosinistra si fermerebbe al 35,3% e il M5S, correndo da solo, otterrebbe il 10,5%. È la conferma che l’unità dell’opposizione rappresenta oggi la principale condizione per contendere realmente Palazzo Chigi alla maggioranza.  

L’ultima simulazione, infine, immagina tre poli distinti. Anche qui nessuno raggiunge la maggioranza assoluta: la coalizione di sinistra arriva al 41,8%, quella di destra al 39,7%, mentre un grande polo centrista, costruito attorno a Forza Italia, Azione, Italia Viva e altre forze moderate, si attesterebbe al 16,3%. Un dato che evidenzia come l’elettorato moderato continui ad avere un peso potenzialmente decisivo, soprattutto in un sistema proporzionale.  

Sul piano politico il sondaggio consegna tre indicazioni. La prima è che Fratelli d’Italia conserva una leadership indiscutibile, ma da sola non basta a garantire la superiorità della coalizione. La seconda è che il Campo Largo, quando riesce a presentarsi compatto, torna competitivo e può persino risultare in vantaggio. La terza riguarda Roberto Vannacci: il suo consenso non appare più marginale e la sua collocazione potrebbe diventare uno dei principali fattori nella costruzione degli equilibri futuri del centrodestra.

Resta infine un altro dato che merita attenzione: quasi un elettore su quattro si dichiara ancora indeciso, mentre l’affluenza stimata oscilla tra il 55% e il 59%. Numeri che suggeriscono prudenza nell’interpretazione del sondaggio ma che, allo stesso tempo, confermano come la partita politica sia tutt’altro che chiusa e destinata a giocarsi anche sulla capacità delle coalizioni di conquistare quell’ampia fascia di elettori ancora senza una scelta definita.