• 10 Luglio 2026 12:54

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Sanità, Calabria ultima nella classifica dei LEA: il Ministero certifica i ritardi, ma emergono segnali di miglioramento

Lug 10, 2026 #calabria, #cronaca

La Calabria resta in fondo alla classifica nazionale dei Livelli essenziali di assistenza (LEA). A certificarlo sono i dati del Nuovo Sistema di Garanzia 2024, pubblicati dal Ministero della Salute, che fotografano ancora una volta le difficoltà del sistema sanitario regionale nel garantire ai cittadini prestazioni omogenee rispetto al resto del Paese. 

Il monitoraggio valuta tre macroaree fondamentali: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Per essere considerata pienamente adempiente, una Regione deve raggiungere la soglia prevista in ciascuno dei tre ambiti. La Calabria continua invece a mostrare le maggiori criticità proprio nei servizi territoriali e nella prevenzione, mentre le performance dell’assistenza ospedaliera risultano decisamente migliori rispetto al passato. 

Il dato rappresenta una battuta d’arresto per una Regione che negli ultimi anni aveva rivendicato progressi sul piano del risanamento dei conti e della riorganizzazione della rete sanitaria. La pubblicazione della graduatoria ministeriale riapre così il confronto sull’effettiva qualità dei servizi percepiti dai cittadini e sulla capacità del sistema sanitario di garantire cure tempestive, assistenza territoriale efficiente e adeguate attività di prevenzione. 

La graduatoria arriva in una fase particolarmente delicata per la sanità calabrese. Negli ultimi mesi sono stati avviati nuovi ospedali di comunità, case della comunità, investimenti legati al PNRR e progetti di potenziamento dell’assistenza territoriale. Interventi che, tuttavia, non hanno ancora prodotto effetti tali da modificare in modo significativo gli indicatori rilevati dal Ministero, riferiti all’annualità monitorata. 

Il report conferma quindi un quadro a due velocità: da una parte il miglioramento registrato in alcuni indicatori, soprattutto nell’area ospedaliera; dall’altra il persistente ritardo nella medicina territoriale e nella prevenzione, che continuano a rappresentare il principale punto debole del sistema sanitario regionale. È proprio su questi settori che si concentrerà la sfida dei prossimi anni, chiamata a trasformare gli investimenti programmati in servizi concreti per i cittadini. 

La pubblicazione dei dati è destinata ad alimentare il dibattito politico e istituzionale nelle prossime settimane, con inevitabili riflessi sul confronto tra Governo, Regione e operatori del settore sanitario. Per la Calabria, il traguardo resta quello di uscire definitivamente dalle ultime posizioni della classifica nazionale, trasformando i miglioramenti amministrativi in risultati misurabili nella qualità dell’assistenza.