• 5 Novembre 2026 15:55

GS Channel TV

Calabria (ch.83) // Roma (ch.79) // HbbTV (ch.68)

Saccone (ex Sismi) avverte: “Minacce anonime insidiose, servono investigazioni tradizionali”

Nov 5, 2026 #adnkronos, #ultimora

(Adnkronos) – "Le minacce anonime rivolte a infrastrutture strategiche, come gli aeroporti, rappresentano una forma particolarmente insidiosa di interferenza con la sicurezza nazionale. Non è necessario che la minaccia si concretizzi: è sufficiente renderla credibile per provocare l’attivazione dei dispositivi di sicurezza, compromettere la continuità operativa e generare un clima di incertezza". Lo afferma all’Adnkronos Umberto Saccone, docente alla Luiss, già appartenente all’arma dei carabinieri e ai servizi di intelligence italiani, commentando gli allarmi bomba anonimi che hanno interessato gli aeroporti di Fiumicino e Malpensa.  "L’aspetto più delicato – dice Saccone – consiste nel comprendere se ci troviamo di fronte a episodi isolati oppure a manifestazioni riconducibili a un’unica strategia. In quest’ultimo caso, l’obiettivo potrebbe non essere quello di colpire materialmente un’infrastruttura, ma di destabilizzarne il funzionamento, impegnare sistematicamente le risorse di sicurezza e alimentare una percezione diffusa di vulnerabilità". Secondo Saccone, l’accertamento dell’origine di queste minacce presenta difficoltà investigative peculiari, che richiedono un approccio diverso rispetto a quello adottato per gli attacchi informatici. "Nel dominio cyber esistono strumenti specialistici di analisi tecnica e ricostruzione delle tracce digitali, sebbene l’attribuzione degli attacchi rimanga spesso complessa. Nel caso delle comunicazioni anonime di natura tradizionale, assumono invece particolare rilievo le tecniche investigative classiche: l’esame dei supporti materiali, la ricerca di impronte e tracce biologiche, l’analisi linguistica dei messaggi e la comparazione delle modalità operative. Ogni elemento può contribuire a ricostruire la provenienza della minaccia e a individuare eventuali collegamenti tra episodi apparentemente distinti", prosegue. Un’ulteriore criticità riguarda la possibile dimensione transnazionale delle operazioni. "Occorre distinguere il luogo in cui una strategia viene concepita da quello in cui viene materialmente eseguita. Una comunicazione minatoria può essere predisposta in un Paese, trasmessa attraverso intermediari e fatta pervenire alla destinazione da un territorio completamente diverso. Questa frammentazione rende più difficile ricostruire la catena delle responsabilità e individuare gli eventuali mandanti". Per Saccone, proprio questa complessità conferma la necessità di integrare le capacità tecnologiche con gli strumenti tradizionali dell’intelligence. "L’intelligence tecnologica è indispensabile, ma non può sostituire quella umana. La capacità di acquisire informazioni attraverso fonti qualificate, comprendere le intenzioni degli attori coinvolti e sviluppare una cooperazione efficace tra servizi di intelligence e autorità investigative rimane determinante, soprattutto quando le minacce possono essere riconducibili a strategie pianificate oltre i confini nazionali".  "La vera sfida non è soltanto individuare chi ha materialmente inviato una minaccia, ma comprendere chi potrebbe averla concepita, con quali finalità e nell’ambito di quale eventuale disegno strategico", conclude. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)