Condividi (Adnkronos) – Proseguono le indagini sull’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne morto sotto gli occhi del figlio dopo una violenta rissa avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 aprile in piazza Felice Palma a Massa. La Procura ha disposto un accertamento tecnico sui telefoni cellulari dei cinque giovani indagati, con l’obiettivo di ricostruire eventuali comunicazioni avvenute dopo l’aggressione. L’attività, che prevede la copia forense dei dispositivi, sarà eseguita lunedì prossimo a Roma. Sotto esame anche il telefono della fidanzata di uno degli indagati, presente in piazza al momento dei fatti. Le difese nomineranno consulenti di parte per seguire le operazioni. La Procura punta a verificare se, dopo la fuga, i ragazzi (tre minorenni e due maggiorenni) abbiano scambiato messaggi contenenti elementi utili a chiarire le responsabilità individuali. Nel frattempo, gli investigatori dei carabinieri continuano ad analizzare filmati e testimonianze per consolidare il quadro accusatorio. Sempre il 27 aprile scadranno i termini per la richiesta di riesame delle misure cautelari nei confronti dei tre giovani detenuti: un 17enne, ritenuto responsabile di omicidio volontario e rissa aggravata, e due maggiorenni, Ionut Alexandru Miron di 23 anni e Eduard Alin Carutasu di 19 anni, accusati di concorso negli stessi reati. Secondo quanto emerso, nessuno dei legali presenterà istanza di riesame. Gli altri due indagati, entrambi minorenni, restano a piede libero. Determinante saranno gli esiti dell’autopsia, attesi entro metà maggio. Dai primi riscontri è emerso che la causa della morte di Bongiorni sarebbe stata un’estesa emorragia cerebrale, ma resta da chiarire quale sia stato il colpo fatale: un pugno, un calcio o la caduta sull’asfalto. Il medico legale ha trenta giorni di tempo per depositare la relazione conclusiva. La vicenda continua a scuotere profondamente la comunità massese, anche per la presenza, durante l’aggressione, del figlio undicenne della vittima e della compagna, che avrebbero assistito alla scena. Secondo la ricostruzione accusatoria, si sarebbe trattato di un vero e proprio pestaggio, condotto secondo il Gip del Tribunale massese con "coscienza e volontà di cagionare la morte" e senza alcun segno di pietà, nonostante le richieste di aiuto. Le difese, dal canto loro, sottolineano la dinamica di una colluttazione degenerata, richiamando anche la presunta testata che Bongiorni avrebbe sferrato al 17enne prima di essere colpito. Un dettaglio non chiarito dai video, ma riferito da alcuni testimoni. Sarà ora l’insieme degli elementi tecnici, a partire dall’analisi dei cellulari e dall’esito dell’esame autoptico, a delineare con precisione la dinamica dei fatti e le responsabilità penali dei coinvolti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info) Navigazione articoli Monopattini elettrici, dal 16 luglio assicurazione obbligatoria: multe fino a 400 euroAlemanno, da Sorveglianza ok a riduzione pena: lascerà il carcere il 24 giugno