• 24 Luglio 2026 0:58

GS Channel TV

Calabria (ch.83) // Roma (ch.79) // HbbTV (ch.68)

Nucleare, cos’è l’accordo Stati Uniti-Arabia Saudita e perché preoccupa

Lug 24, 2026 #adnkronos, #ultimora

(Adnkronos) –
Gli Usa e l'Arabia Saudita hanno siglato un accordo per l'uso civile dell'energia atomica da parte del Regno, che utilizzerebbe tecnologia americana. Dell'accordo si sa poco, ma ha messo in allarme diversi Paesi della regione, perché viene considerato come il primo passo verso una corsa all'arma atomica nel Medio Oriente, uno dei quadranti più instabili del mondo. L'accordo trentennale, spiega il Guardian, è concepito per soddisfare il "fabbisogno energetico" dell'Arabia Saudita, come dichiarato dal segretario all'Energia statunitense Chris Wright. Nell'ambito dei piani per l'economia del principe ereditario Mohammed bin Salman, Riad mira a utilizzare l'energia nucleare per produrre elettricità, liberando maggiori quantità di petrolio per l'esportazione.  L'accordo renderebbe le aziende americane centrali nello sviluppo delle infrastrutture nucleari del Paese, impedendo al contempo a concorrenti come Cina e Russia di insediarsi. Non ci sono cifre ufficiali, ma si stima che l'accordo valga decine di miliardi di dollari: sarebbe la continuazione di un piano concepito per la prima volta durante l'amministrazione di Joe Biden.  Questo accordo prevedeva che gli Stati Uniti si impegnassero nella cooperazione nucleare in cambio dell'instaurazione di relazioni diplomatiche formali tra l'Arabia Saudita e Israele, prospettiva che è stata stoppata dall'attacco del 7 ottobre 2023 perpetrato da Hamas. L'amministrazione Trump ha deciso di portare avanti l'accordo con i sauditi senza un'intesa con Israele. L'accordo, pare, aprirebbe la strada alla costruzione di un impianto di arricchimento dell'uranio in Arabia Saudita, a condizione che uno studio congiunto tra Stati Uniti e Arabia Saudita stabilisca che è necessario. Lo studio durerebbe due anni, lasciando potenzialmente al successore di Donald Trump alla Casa Bianca la decisione di autorizzare o meno l'arricchimento dell'uranio nel Paese. Molti Paesi con centrali nucleari non arricchiscono l'uranio in casa, un processo che in teoria potrebbe produrre uranio altamente arricchito, utile alla costruzione di un'arma nucleare. Invece di produrlo, importano combustibile per i reattori. Washington, tuttavia, avrebbe il controllo sull'uranio arricchito e sul combustibile esaurito dei reattori, il che, secondo la Casa Bianca, garantirebbe che non possano essere riutilizzati per la produzione di una bomba. Da anni le organizzazioni per la non proliferazione nucleare avvertono che un accordo di questo tipo potrebbe spingere l'Arabia Saudita a sviluppare un'arma nucleare. Riad ha affermato in passato di aver bisogno di un'arma atomica qualora il suo rivale regionale, l'Iran, ne acquisisse una. Si teme che dotare l'Arabia Saudita di un programma nucleare nazionale possa innescare una corsa agli armamenti nucleari in tutto il Medio Oriente, spingendo altri Paesi a perseguire capacità simili. Israele, noto per il suo programma nucleare segreto, avrebbe espresso preoccupazione per il fatto che l'accordo potrebbe innescare una corsa agli armamenti nella regione.  Anche i Democratici al Congresso hanno manifestato preoccupazioni simili. Tuttavia, è improbabile che l'accordo venga bloccato dal Congresso. Si prevede che venga sottoposto all'approvazione del Congresso nei prossimi giorni ma, per bloccarlo, il Congresso dovrebbe approvare una risoluzione congiunta e ottenere una maggioranza di due terzi per superare il veto presidenziale.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)