• 10 Luglio 2026 11:01

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’Ndrangheta, confisca definitiva da 10 milioni: sigilli a villaggio turistico, compagnie di navigazione e attività commerciali nel Vibonese

Lug 10, 2026 #cronaca

Nuovo duro colpo ai patrimoni della criminalità organizzata nel Vibonese. Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro ha dato esecuzione a un decreto di confisca definitiva emesso dal Tribunale, che dispone il passaggio allo Stato di quote societarie riconducibili a un presunto esponente di primo piano della cosca Accorinti di Briatico, per un valore complessivo stimato in circa 10 milioni di euro.  

Il provvedimento riguarda le partecipazioni societarie di un noto villaggio turistico della costa vibonese, di due compagnie di navigazione e di una società che gestisce un chiosco bar. I beni, secondo gli investigatori, erano formalmente intestati a prestanome ma sarebbero stati nella reale disponibilità dell’uomo di Briatico coinvolto nell’operazione “Costa Pulita” del 2016 e deceduto negli anni successivi.  

Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, il destinatario della misura avrebbe ricoperto il ruolo di co-reggente della cosca Accorinti, fungendo anche da referente nei rapporti con la potente cosca Mancuso di Limbadi-Nicotera. Da questa avrebbe ricevuto indicazioni e autorizzazioni sulle principali attività criminali, con particolare riferimento al traffico di sostanze stupefacenti e alla gestione di imprese schermate attraverso prestanome.  

L’inchiesta “Costa Pulita” aveva inoltre fatto emergere gli interessi della ‘ndrangheta nel settore turistico e marittimo. In particolare, gli investigatori avevano accertato come la cosca Accorinti, con il sostegno del clan Mancuso, fosse riuscita a inserirsi nel redditizio business delle mini-crociere verso le isole Eolie, sfruttando una delle compagnie di navigazione oggi definitivamente confiscate. Le intercettazioni avevano anche documentato la riconducibilità del noto villaggio turistico di Briatico all’organizzazione criminale, nonostante la proprietà fosse occultata attraverso intestazioni fittizie.  

Determinante, ai fini della misura di prevenzione patrimoniale, è stata anche l’attività svolta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria – Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro. Gli accertamenti hanno infatti evidenziato una significativa sproporzione tra il valore dei beni accumulati e i redditi ufficialmente dichiarati dal soggetto ritenuto riconducibile alla cosca, elemento che ha rafforzato il quadro probatorio alla base della confisca definitiva.  

Con questo provvedimento si conclude un lungo percorso giudiziario e viene definitivamente sottratto alla disponibilità della criminalità organizzata un patrimonio ritenuto frutto di attività illecite. La confisca rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di aggressione ai patrimoni mafiosi, considerata uno degli strumenti più efficaci per indebolire il potere economico delle organizzazioni criminali e restituire alla collettività beni accumulati attraverso attività riconducibili alla ’ndrangheta.