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Morta la moglie dello chef Perbellini: “In sua memoria un Fondo per la ricerca”

Set 30, 2026 #adnkronos, #newsregionali

(Adnkronos) –
È morta oggi, mercoledì 30 settembre, Silvia Bernardocchi, 57 anni, moglie dello chef Giancarlo Perbellini, patron del ristorante tristellato Casa Perbellini – 12 Apostoli di Verona. Soffriva di colangiocarcinoma, cancro delle vie biliari, ed era vicepresidente della Fondazione colangiocarcinoma Ets con sede Padova. "Silvia è mancata questa mattina alle 8.30, ce l'ha comunicato il marito", spiega all'Adnkronos Salute Giorgia Scognamiglio, presidente della Fondazione colangiocarcinoma, da poco tornata da Verona dove "appena appresa la notizia" si è recata insieme al presidente onorario dell'ente Enrico Gringeri, figura di riferimento internazionale nella chirurgia epatobiliare e trapiantologica. Scognamiglio ricorda commossa la forza di Silvia, la sua empatia, il suo impegno instancabile al fianco di chi come lei lottava contro la malattia. "In sua memoria – annuncia – istituiamo il Fondo 'Silvia Bernardocchi per la ricerca'. Le somme raccolte saranno interamente devolute al sostegno della ricerca scientifica sul colangiocarcinoma e sulle altre patologie delle vie biliari". Un'iniziativa che "riflette i valori della nostra Fondazione e custodisce proprio le volontà di Silvia". "Oltre a far parte della Fondazione e ad essere vicepresidente – racconta Scognamiglio – Silvia era diventata anche un'ottima amica, una persona di famiglia per noi. Perché quando si conduce una Fondazione non c'è un tempo da dedicare, l'impegno diventa quotidiano, perché quotidianamente arrivano richieste di aiuto e quotidianamente ti devi dare da fare. Silvia era molto brava in questo, essendo anche una paziente aveva una sensibilità incredibile nel supportare i malati ed era estremamente forte. Era veramente forte", ripete la presidente. "Lei non voleva che i pazienti si sentissero soli, che i loro familiari si sentissero soli, e purtroppo nel colangiocarcinoma questa è una cosa che si verifica spesso. E' una malattia rara" e i malati rari sono troppe volte 'orfani' non solo di cure, ma anche di ascolto, sostegno e comprensione. Era questa la vocazione di Silvia Bernardocchi, che continuerà grazie al Fondo a lei intitolato. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)