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Melito Porto Salvo, smantellata banda specializzata nei furti di farmaci oncologici

Mar 12, 2026 #cronaca, #news

Colpo da oltre 1,2 milioni all’ospedale “Tiberio Evoli”: quattro arresti

Un’organizzazione criminale specializzata nel furto di farmaci oncologici e salvavita ad altissimo costo è stata smantellata al termine di una lunga e complessa indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo e coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

Nelle scorse ore i militari dell’Arma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura, nei confronti di quattro uomini originari di Napoli e della sua provincia, ritenuti responsabili – a vario titolo e in concorso tra loro – di furti aggravati di farmaci oncologici, chemioterapici e biologici sottratti alla farmacia ospedaliera dell’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo.

Il valore complessivo dei medicinali trafugati supera 1 milione e 200 mila euro.

Un’indagine lunga quasi un anno

Il provvedimento restrittivo rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa sviluppata tra aprile 2024 e febbraio 2025 dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo.

Le indagini sono partite dopo una serie di furti avvenuti nella farmacia ospedaliera nei mesi di aprile, maggio e luglio del 2024.

Gli investigatori hanno avviato il lavoro analizzando le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi della struttura sanitaria, per poi approfondire il quadro investigativo attraverso intercettazioni telefoniche e analisi di una vasta mole di dati di traffico telefonico.

Un’attività tecnica e investigativa che ha consentito di ricostruire la rete criminale e identificare i presunti responsabili dei colpi.

Una rete con base a Napoli

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo avrebbe operato all’interno di una vera e propria organizzazione con base logistica a Napoli, specializzata nei furti ai danni delle farmacie ospedaliere su tutto il territorio nazionale.

Obiettivo principale: farmaci oncologici e biologici destinati a terapie salvavita, prodotti dal valore elevatissimo e particolarmente appetibili per il mercato illegale.

«Si tratta di un’organizzazione con base logistica a Napoli – ha spiegato il capitano Daniele Barbero, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Melito Porto Salvo –. Nel corso delle indagini abbiamo registrato diverse trasferte nel territorio calabrese, in particolare proprio a Melito Porto Salvo. I soggetti sono ritenuti responsabili di tre furti avvenuti tra aprile, maggio e agosto del 2024».

Il modus operandi della banda

Dalle investigazioni è emerso un modus operandi altamente strutturato.

Il gruppo criminale agiva attraverso:

individuazione preventiva delle strutture sanitarie da colpire sopralluoghi per studiare accessi e sistemi di sicurezza utilizzo di veicoli a noleggio per gli spostamenti impiego di utenze telefoniche dedicate, spesso intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari

Un sistema pensato per rendere più difficile l’identificazione degli autori dei furti.

«Utilizzavano auto a noleggio e telefoni con sim intestate a soggetti extracomunitari – ha aggiunto il capitano Barbero – e spesso non risultavano neppure censiti sul territorio nazionale».

I limiti nei sistemi di sicurezza

A complicare ulteriormente le indagini è stata anche la carenza, all’epoca dei fatti, di sistemi di sicurezza adeguati all’interno della farmacia ospedaliera.

«Non vi era un impianto di videosorveglianza posto specificamente a presidio della farmacia né, per quanto mi risulta, un sistema di allarme dedicato – ha spiegato il sostituto procuratore Chiara Greco –. Questo ha consentito agli indagati di mettere a segno tre furti in sequenza nel giro di poche settimane».

Nel corso dell’inchiesta è stata sentita anche la responsabile della farmacia ospedaliera per chiarire le modalità di gestione dei medicinali.

«Non è emersa alcuna responsabilità da parte dell’ospedale – ha precisato il magistrato – ma era già stata avanzata la richiesta di trasferire la farmacia in una collocazione più sicura, proprio per tutelare farmaci particolarmente costosi».

Il lavoro investigativo

L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Melito Porto Salvo, ha richiesto un lavoro investigativo particolarmente articolato, basato su analisi massive di dati.

«Sono state svolte analisi approfondite per ricostruire gli spostamenti dei veicoli e delle utenze telefoniche utilizzate dagli indagati – ha spiegato il tenente Alessio Santagata, comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile –. Spesso si trattava di telefoni intestati a soggetti stranieri che non risultavano neppure censiti in Italia».

Nonostante le difficoltà, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’intera rete operativa e individuare i responsabili, che attualmente si trovano detenuti presso la casa circondariale di Poggioreale.

Un reato che colpisce i malati

Per gli inquirenti si tratta di un crimine particolarmente grave, non solo per l’entità economica del danno, ma soprattutto per le conseguenze sanitarie.

«È stato un reato particolarmente odioso – ha concluso Santagata – perché durante quelle settimane centinaia di persone si sono trovate senza farmaci salvavita. Arrivare a questo risultato rappresenta per noi la soddisfazione più grande».

Un’operazione che restituisce un quadro inquietante: dietro i furti di medicinali oncologici si muove un mercato criminale capace di sottrarre terapie essenziali ai pazienti più fragili, trasformando la salute pubblica in merce per il traffico illegale.