• 6 Ottobre 2026 17:58

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La Cina spia le università britanniche? L’allarme dell’MI5 e l’accusa a Pechino

Ott 6, 2026 #adnkronos, #ultimora

(Adnkronos) –
Il controspionaggio britannico ha alzato il livello di allarme sul mondo accademico del Paese. Con un'allerta di sicurezza senza precedenti, l'MI5 ha avvisato direttamente i rettori e i ricercatori delle università del Regno Unito del concreto rischio di infiltrazioni e spionaggio da parte di strutture legate agli apparati di intelligence cinesi. Al centro dell'avviso c'è l'attività condotta dal Cgtri, il China General Technology Research Institute, un ente formalmente presentato come sponsor di progetti scientifici, ma ritenuto dai servizi segreti britannici una copertura diretta per il Ministero della Sicurezza dello Stato di Pechino. Secondo quanto ricostruito dall'MI5, oltre cento accademici britannici avrebbero collaborato, nella maggior parte dei casi in totale buona fede, a progetti di ricerca finanziati da questa organizzazione. Le aree interessate toccano settori ad altissima valenza strategica, come l'intelligenza artificiale, lo sviluppo di tecnologie a uso civile e militare e l'analisi di dati informatici. La reazione del settore universitario riflette la delicatezza della situazione. Il professor Peter Mathieson, rettore dell'Università di Edimburgo e responsabile per la sicurezza internazionale di Universities Uk, l'organizzazione che rappresenta 142 istituti in tutto il Regno Unito, ascoltato da Adnkronos ha commentato la direttiva evidenziando il cambio di passo necessario. “C’è sempre stato un velato allarmismo generato da una eventuale, ma mai confermata, infiltrazione nelle attività accademiche britanniche da parte di organizzazioni esterne. Ora che i servizi di sicurezza lo hanno dichiarato esplicitamente, dobbiamo prestarvi massima attenzione. La nota che abbiamo ricevuto dall’MI5 costituisce una direttiva chiaramente rivolta al futuro che ci permette di lavorare a stretto contatto con i dipartimenti governativi britannici. Inoltre, sapere che anche i servizi di sicurezza sono al nostro fianco, permette agli atenei di adottare azioni tempestive per proteggere gli interessi del Regno Unito, continuando costantemente a farlo di fronte a minacce nuove ed emergenti”, spiega. Sul fronte politico, l'allarme dei servizi segreti conferma i timori espressi da chi da tempo denuncia le fragilità del modello finanziario degli atenei. Il deputato conservatore Sir Iain Duncan Smith, copresidente dell'Alleanza interparlamentare sulla Cina, aveva evidenziando come la corsa ad aprirsi in modo spinto al mercato asiatico per compensare l'assenza di studenti europei legata agli effetti della Brexit avesse esposto le università britanniche a ogni sorta di problema di sicurezza. Ascoltato da Adnkronos, ha richiamato l'attenzione sul fatto che “il Partito Comunista Cinese sta usando le università, piazzando studenti e finanziando attività per infiltrarsi nel tessuto scientifico del nostro Paese. Da parte del Governo è assolutamente necessario fermare la cessione involontaria di tecnologia e ricerca strategica verso altri Paesi, celata come semplice collaborazione didattica interuniversitaria”. “La nostra sfida, come atenei britannici, si gioca ora sulla capacità di bilanciare la cooperazione scientifica globale con la tutela della sicurezza nazionale dato che storicamente, le nostre università, sono dà sempre un forte richiamo a livello internazionale per chi vuole prepararsi al mondo del lavoro”, conclude Mathieson. (di Alessandro Allocca) 
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