• 5 Aprile 2026

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Italia, il sorpasso mancato: il Paese spaccato a metà tra Meloni e opposizioni

Mar 30, 2026 #politica

C’è un dato che più di tutti racconta il momento politico italiano: 46,3% contro 45,2%.

Una manciata di punti. Un equilibrio instabile. Una partita apertissima.

Il sondaggio Tecnè fotografa un’Italia sospesa, dove il centrodestra resta avanti ma perde l’effetto dominio, mentre il centrosinistra – pur diviso – torna competitivo.

La fotografia del sondaggio (Tecnè)

Centrodestra (46,3%)

Fratelli d’Italia: 29,2% Forza Italia: 9,1% Lega: 7,1% Noi Moderati: 0,9%

Centrosinistra (45,2%)

Partito Democratico: 22,1% Movimento 5 Stelle: 13,0% Alleanza Verdi-Sinistra: 6,4% Italia Viva: 2,2% +Europa: 1,5%

Altri: 8,5%

(Azione 3,2%, altri minori inclusi)

Affluenza dichiarata: 55,8%, con un impressionante 44,2% tra astenuti e indecisi.

Il dato politico: Meloni regge, ma non domina più

La prima evidenza è chiara: Fratelli d’Italia resta il baricentro del sistema, attorno al 29%, in linea con le principali rilevazioni nazionali che la collocano stabilmente primo partito. 

Ma la vera notizia è un’altra:

il centrodestra non è più autosufficiente sul piano politico-narrativo.

Dopo il referendum sulla giustizia – che ha segnato una battuta d’arresto per il governo – la leadership di Giorgia Meloni entra in una fase più complessa, meno lineare. 

Non crolla. Ma si incrina.

Il centrosinistra: competitivo, ma ancora incompleto

Il 45,2% del campo largo è il dato più sorprendente.

Non tanto per la cifra assoluta, quanto per il potenziale.

Il PD tiene sopra il 22% Il M5S si conferma decisivo sopra il 13% AVS consolida una fascia strutturale oltre il 6%

Numeri coerenti con le tendenze recenti che vedono una crescita del Movimento 5 Stelle e una tenuta del PD, nonostante oscillazioni. 

Eppure manca ancora qualcosa:

una leadership unitaria, una proposta riconoscibile, una sintesi politica vera.

Il fattore decisivo: gli astenuti

Quel 44,2% tra indecisi e non voto è la vera bomba politica.

Non è solo disaffezione.

È una riserva elettorale enorme, capace di ribaltare qualsiasi scenario.

E non è un caso che proprio i giovani – protagonisti nel recente referendum – abbiano mostrato una crescente mobilitazione, spesso in chiave critica verso il governo. 

Tradotto: chi saprà intercettare questo blocco, vincerà le prossime elezioni.

Centro politico: irrilevanza o ago della bilancia?

Azione, Italia Viva, +Europa: insieme valgono poco più del 6-7%.

Numeri insufficienti per competere da soli, ma potenzialmente decisivi in un sistema così polarizzato.

Il centro oggi è debole elettoralmente, ma strategico politicamente.

La vera lettura: equilibrio instabile

Questo sondaggio racconta tre verità nette:

Il centrodestra è ancora primo, ma non più egemone Il centrosinistra è competitivo, ma non ancora credibile come alternativa di governo Il Paese reale è fuori dai partiti: quasi metà degli italiani non sceglie

Conclusione: partita aperta verso il 2027

Se si votasse oggi, il centrodestra vincerebbe.

Ma non stravincerebbe.

E soprattutto: non convincerebbe più come prima.

Il dato politico è tutto qui:

l’Italia non ha cambiato campo, ma ha smesso di essere certa.

E in politica, quando la certezza scompare,

inizia sempre una nuova stagione.