Condividi (Adnkronos) – Quando si parla di salute degli occhi, prevenzione e diagnosi precoce vengono ancora troppo spesso rimandate. Eppure, vedere significa mantenere autonomia, relazioni, possibilità di lavorare, muoversi e continuare a svolgere i gesti più semplici della vita quotidiana. La Giornata mondiale della vista, che si celebra oggi, 8 ottobre, richiama l’attenzione sull’importanza di proteggere un bene prezioso e, per chi convive con una patologia retinica cronica, sulla necessità di preservarlo nel tempo attraverso diagnosi tempestive, terapie efficaci e continuità delle cure. “In Italia oltre un milione di persone convivono con una maculopatia e ogni anno si stimano circa 63mila nuovi casi – riporta una nota – L’invecchiamento della popolazione rende queste patologie una sfida crescente per il Servizio sanitario nazionale e per la sostenibilità del percorso di presa in carico, in particolare per la degenerazione maculare legata all’età neovascolare (nAmd) e l’edema maculare diabetico (Dme), nelle quali intervenire tempestivamente e mantenere nel tempo il controllo della malattia può fare la differenza nella capacità di preservare la funzione visiva”. Negli ultimi anni la ricerca ha aperto nuove prospettive nel trattamento delle patologie retiniche. Ma l’innovazione, per incidere realmente sulla vita delle persone, deve andare oltre il farmaco e accompagnare il paziente lungo tutto il percorso: dalla consapevolezza dei primi segnali alla diagnosi, fino alla gestione della terapia nel tempo. È in questa prospettiva che si inserisce l’impegno di Bayer, che – continua la nota – alla ricerca e allo sviluppo di nuove opzioni terapeutiche affianca progetti di informazione, sensibilizzazione e supporto ai pazienti. Tra questi: #SalvareLaVistaSiPuò, la community Facebook che promuove una maggiore conoscenza delle maculopatie e conta oltre 70 mila iscritti; ‘Testa la vista’, il portale informativo dedicato alle patologie retiniche, che permette anche di effettuare un test della vista e ‘Tera+’, l’app pensata per facilitare l’aderenza terapeutica e supportare la gestione e il monitoraggio delle terapie. Perché l’innovazione possa esprimere pienamente il proprio valore, però, è necessario anche creare le condizioni per trasferirla nella pratica clinica quotidiana, intervenendo non soltanto sulle terapie ma sull’intero percorso di cura. A tale proposto, il confronto di 17 oftalmologi di centri specialistici italiani ha portato alla redazione di 30 raccomandazioni relative all’avvio del trattamento, al passaggio ad aflibercept 8 mg, alla terapia di mantenimento e alla sicurezza nella nAmd e nel Dme. Il paper – ‘Aflibercept 8 mg for diabetic macular edema and neovascular age-related macular degeneration: an Italian expert consensus paper’ pubblicato su ‘Graefe’s Archive for Clinical and Experimental Ophthalmology’, con il supporto di Bayer – raccoglie le indicazioni condivise individuate con un processo strutturato, il metodo Delphi modificato. Il lavoro degli esperti – continua la nota – è andato oltre gli aspetti strettamente terapeutici, analizzando anche gli ostacoli che possono rendere più difficile trasferire l’innovazione nella pratica quotidiana. Le raccomandazioni sottolineano la necessità di: rafforzare la formazione dei professionisti sanitari; promuovere la diagnosi e il trattamento precoci; migliorare l’educazione del paziente e favorire modelli organizzativi per una gestione più personalizzata della terapia. Tra gli aspetti centrali emerge la possibilità, nei pazienti appropriati, di modulare gli intervalli tra le somministrazioni sulla base dell’andamento della malattia. Per i pazienti, mantenere il controllo della malattia con intervalli più lunghi tra le somministrazioni può significare anche alleggerire il peso delle cure e preservare quella autonomia necessaria per continuare a svolgere i gesti della vita quotidiana. “Nelle patologie croniche della retina innovare significa guardare oltre la singola terapia e considerare l’intero percorso della persona – afferma Simona Gatti, direttore medico di Bayer Italia – Significa investire nella ricerca, ma anche nell’informazione, nella diagnosi tempestiva, nell’aderenza e in modelli di cura che permettano di utilizzare al meglio le opportunità offerte dall’innovazione. Le raccomandazioni della consensus italiana vanno in questa direzione: rendere sempre più personalizzata e sostenibile la gestione della malattia, con l’obiettivo di preservare nel tempo la funzione visiva e, con essa, l’autonomia e la qualità di vita delle persone”. Il percorso della ricerca non si conclude con l’approvazione di una nuova terapia. Alla solidità delle evidenze emerse dagli studi clinici registrativi si affiancano oggi i dati raccolti nella pratica clinica quotidiana, fondamentali per comprendere come i risultati osservati in condizioni sperimentali controllate si traducano nella gestione dei pazienti nel mondo reale. È questo l’obiettivo di Spectrum, studio osservazionale internazionale di 24 mesi su aflibercept 8 mg, condotto in 18 Paesi e che ha coinvolto complessivamente 3.733 persone con nAmd e Dme. L’Italia contribuisce allo studio con 373 pazienti, offrendo quindi l’opportunità di disporre di dati specifici sulla pratica clinica nel nostro Paese. I primi risultati italiani relativi alla degenerazione maculare neovascolare – precisa Bayer – saranno presentati a New Orleans (Usa), in occasione del congresso annuale dell’American Academy of Ophthalmology in calendario dal 9 al 12 ottobre. “A sei mesi, nei pazienti mai trattati in precedenza, è stato osservato un miglioramento medio dell’acuità visiva di 4,8 lettere, accompagnato da una riduzione di 107 micron dello spessore retinico centrale. Nei pazienti già trattati e passati ad aflibercept 8 mg, l’acuità visiva si è mantenuta sostanzialmente stabile (+0,6 lettere), mentre lo spessore retinico centrale si è ridotto di 41 micron. In entrambi i gruppi sono stati inoltre osservati miglioramenti anatomici, con un aumento della percentuale di pazienti senza fluido intraretinico e/o sottoretinico”. Un dato significativo “riguarda anche la frequenza dei trattamenti: tra i pazienti precedentemente trattati, che prima dell’ingresso nello studio ricevevano le somministrazioni a intervalli pari o inferiori a otto settimane, l’81% a 6 mesi aveva aumentato l’intervallo tra le somministrazioni. Nel complesso, questi primi risultati a 6 mesi rafforzano le evidenze sull’impiego di aflibercept 8 mg nella pratica clinica quotidiana, mostrando risultati visivi e anatomici coerenti con quanto emerso dagli studi clinici. Un dato particolarmente rilevante anche nella prospettiva di ridurre il burden del trattamento. Nell’analisi intermedia non sono emersi nuovi segnali di sicurezza e non sono stati riportati casi di vasculite retinica. Spectrum è tuttora in corso: l’endpoint primario è la variazione dell’acuità visiva a 12 mesi e ulteriori analisi sono previste fino a 24 mesi”. "I risultati a 6 mesi dello studio Spectrum mostrano, nella pratica clinica italiana, un miglioramento funzionale ed anatomico nei pazienti affetti da nAmd, naïve al trattamento con aflibercept 8 mg. Nei pazienti precedentemente trattati, il passaggio ad aflibercept 8 mg ha mantenuto stabile l’acuità visiva, registrando un miglioramento anatomico”, ha dichiarato la professoressa Maria Vadalà, associato di malattie dell'apparato visivo presso l'Università di Palermo e responsabile del Servizio di Retina medica all'Azienda ospedaliera universitaria policlinico ‘P. Giaccone’ di Palermo. “Questi dati confermano, in un contesto di real-world evidence proveniente dai principali centri italiani, il potenziale di aflibercept 8 mg nel favorire un efficace controllo della malattia. Si tratta di evidenze rilevanti per la gestione della nAmd, perché contribuiscono a integrare i risultati degli studi clinici con l’esperienza maturata”. Lo sviluppo di aflibercept 8 mg, realizzato con Regeneron, e il sostegno alla ricerca clinica si inseriscono nell’impegno di Bayer per la salute visiva. L’azienda – si legge nella nota – è inoltre partner globale della campagna ‘Love Your Eyes’ promossa dall’International Agency for the Prevention of Blindness. Nella Giornata mondiale della vista, le raccomandazioni del consensus italiano e le evidenze Spectrum richiamano l’importanza di accompagnare l’innovazione con percorsi personalizzati, capaci di favorire la continuità terapeutica e preservare la funzione visiva nel tempo. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info) Navigazione articoli Real Madrid, ancora una rissa. Dalla Spagna: “Due giocatori si sono picchiati”Assicurazioni, Ghinfanti (Alleanza): “Consulenti aiutano a rimettere futuro nel verso giusto”