• 4 Marzo 2026

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Giochi di Cortina, polemica sullo Sherp N Rescue: mezzo d’élite inviato con un solo operatore

Feb 21, 2026 #news

Cisl: “Scelta al risparmio inaccettabile, sicurezza non garantita”

CORTINA – Nel pieno dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, scoppia il caso dello Sherp N Rescue, il mezzo speciale dei Vigili del Fuoco progettato per operazioni di soccorso estremo su neve e ghiaccio. Un veicolo unico in Italia, ma – secondo la denuncia della Fns-Cisl Emilia-Romagna – inviato a Livigno con un equipaggio ridotto all’osso: un solo operatore.

Il mezzo, di stanza al comando di Modena, è stato destinato alle aree montane più critiche del dispositivo di sicurezza olimpico. Tuttavia, per essere utilizzato in condizioni operative complete, richiede almeno due unità specializzate. Invece, la Direzione centrale per le Emergenze avrebbe disposto la dislocazione di un solo conducente.

Il nodo della sicurezza operativa

La criticità, secondo il sindacato, non riguarda soltanto l’organizzazione del servizio, ma la sicurezza stessa del personale. Lo Sherp N Rescue è dotato di sistema di guida “skid-steer”: non ha volante, ma leve che agiscono bloccando le ruote di un lato per consentire la rotazione. Una tecnologia efficace in ambienti estremi, ma che richiede elevata concentrazione e supporto operativo, soprattutto su terreni ghiacciati o in pendenza.

Ivano Maltoni, segretario Fns-Cisl Emilia-Romagna, parla di “scelta al risparmio inaccettabile”. Nonostante a Modena siano presenti quattro conduttori specializzati – gli unici in Italia – ne è stato inviato uno soltanto. Oltre alla conduzione del mezzo, l’operatore deve occuparsi anche dell’autocarro per il trasporto e delle operazioni di carico e scarico sulle rampe.

“Se il mezzo dovesse bloccarsi in un’area isolata – sottolinea il sindacato – il rischio sarebbe concreto. In condizioni di neve e gelo, un solo operatore potrebbe trovarsi nell’impossibilità di intervenire o addirittura di chiedere aiuto in sicurezza”.

Una vetrina internazionale sotto osservazione

Il caso assume una dimensione più ampia proprio perché inserito nel contesto olimpico. I Giochi rappresentano una vetrina internazionale e la macchina dei soccorsi è parte integrante del dispositivo di sicurezza predisposto per atleti, staff e pubblico.

Per la Cisl, le economie adottate rischiano di compromettere non solo la serenità del personale, ma anche la qualità del servizio offerto in un evento di portata globale. La denuncia punta il dito contro decisioni organizzative che, a detta del sindacato, non terrebbero adeguatamente conto delle esigenze operative in ambienti estremi.

Al momento non risultano interventi compromessi, ma la vicenda apre un fronte di confronto tra organizzazione centrale e rappresentanze sindacali dei Vigili del Fuoco, in una fase in cui la sicurezza delle competizioni invernali resta sotto massima attenzione.

Il “gioiello tecnologico” dei soccorsi alpini è a Cortina. Resta da capire se e quando potrà essere impiegato con un dispositivo completo, all’altezza della complessità per cui è stato progettato.