• 23 Ottobre 2026 15:39

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Francia, Gilet Gialli: “Domani in piazza, solo i regimi vietano le proteste”

Ott 23, 2026 #adnkronos, #ultimora

(Adnkronos) – "Andremo comunque in centinaia di migliaia in piazza per esprimere la nostra rabbia. I regimi autoritari che vietano le proteste non hanno mai fermato i movimenti sociali”. Benjamin Ball, del coordinamento dei Gilet Gialli, sfida così, parlando con l'Adnkronos, il presidente francese Emmanuel Macron, che ieri, al termine della riunione del consiglio di sicurezza, tenutosi all’Eliseo, ha scandito: "La linea adottata è che, ovunque vi sia la volontà di riunirsi, ovunque ci siano richieste avanzate da persone prive di qualsiasi legittimità, le manifestazioni saranno vietate”. 
Illegali quindi le manifestazioni non organizzate, cioè quelle non indette dai sindacati: questa è la strategia politica scelta dal governo macronista, dopo le tensioni e le violenze registrate a margine della mobilitazione del 17 ottobre. Lione segue la linea governativa e vietano tutte le manifestazioni di domani, mentre a Marsiglia è stata autorizzata la protesta a partire dalle 14. Per quanto riguarda le iniziative sindacali, invece, saranno discusse con la prefettura e, in linea di massima, approvate. È il caso per esempio della capitale Parigi, dove il corteo è stato autorizzato ma ne è stato cambiato il percorso, che andrà da Place de la Bastille a Place de la Nation.  Condannando la mancanza di ascolto delle rivendicazioni da parte del governo, Ball aggiunge: "Se non ci sarà una risposta rapida e totale all’insieme delle nostre rivendicazioni, il presidente e il suo governo dovranno lasciare”. Il coprifuoco, incentivato dal primo ministro Sébastien Lecornu, resta e viene prolungato in diverse città, come la capitale, che sarà sottoposta al dispositivo fino a lunedì. Giancarlo Chiancone, professore di italiano in un liceo della periferia nord di Parigi, dice a Adnkronos che la misura scelta dal governo è “una follia”. Alcune città sospendono invece i trasporti in comune, come nel caso di Marsiglia. Ai microfoni della televisione francese Bfm, il ministero dell’Interno ha fatto sapere che il numero di membri delle forze dell’ordine sarà superiore del 20% rispetto a quello del 17 ottobre. Alcuni poliziotti in vacanza sono stati richiamati. Sul terreno saranno presenti anche i militari dell’operazione Sentinelle, un reparto antiterrorismo creato del 2015, dopo l’attentato al giornale satirico Charlie Hebdo.   Preoccupati dalle vetrine in frantumi e dai saccheggi del 17 e 18 ottobre, anche i commercianti si preparano alla mobilitazione, soprattutto chi ha i negozi nei pressi del percorso della manifestazione e nel centro città. Le vetrine sono coperte da grandi pannelli in legno, molte attività resteranno chiuse, alcune hanno deciso di spostare la merce negli scantinati. Le misure di sicurezza sono in aumento anche nei pressi dei Palazzi del potere, dove pesanti barricate bloccano le strade che conducono all’Eliseo e a Matignon. Per impedire la costruzione di barriere e incendi, la città di Parigi ha predisposto la rimozione di ogni tipo di arredo urbano mobile: via le campane del vetro, i bidoni verdi diventati simbolo delle proteste e i materiali di scarto lasciati davanti alle case. Per Chiancone, “quello che sta succedendo esprime una rabbia sociale, una collera molto forte e molto esasperata”. Pur non essendo d’accordo con la violenza, il professore non è sorpreso dalle tensioni e dai danni che si sono creati a margine delle proteste: "Mi chiedevo come la società francese, con queste disparità, queste diseguaglianze portate all'estremo, facesse a tenere e a reggere su di un equilibrio per me precario. Adesso è semplicemente esplosa”. (di Veronica Gennari)  
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