• 8 Giugno 2026 13:26

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Findus rafforza l’impegno per la tutela del mare, lotta a plastiche e ripristino posidonia oceanica

Giu 8, 2026 #adnkronos, #ultimora

(Adnkronos) – Oggi questo percorso si arricchisce di un ulteriore tassello con il lancio dei nuovi Gamberi Argentini Findus certificati Msc, tra i più riconosciuti standard internazionali per la pesca sostenibile. Un nuovo traguardo che rappresenta non solo un passo avanti nel percorso di sostenibilità aziendale, ma anche un segnale importante per l’intera categoria che consolida il ruolo di Findus come leader del mercato del surgelato ittico, con oltre 23 mila tonnellate di prodotto, che equivale al 20% del comparto, per un valore totale di 338 milioni di euro . “La salute degli oceani e la tutela delle loro risorse rappresentano una responsabilità che, come leader nel comparto ittico, sentiamo particolarmente nostra – dichiara Alessandro Solazzi, Marketing Director Southern Europe Findus – Da anni portiamo avanti un percorso concreto per contribuire alla salvaguardia del mare, nella convinzione che qualità e sostenibilità debbano procedere insieme. Il nuovo lancio dei Gamberi Argentini certificati MSC è l’ultimo tassello di un percorso che portiamo avanti da anni, per una filiera ittica sempre più responsabile.  Si tratta di un traguardo importante, che ha richiesto un impegno significativo lungo tutta la filiera, dall’identificazione di fonti di approvvigionamento certificate alla gestione di standard rigorosi di tracciabilità e sostenibilità. Come leader di mercato, vogliamo continuare a essere un punto di riferimento per il settore, favorendo un modello di crescita responsabile e sostenibile lungo tutta la filiera ittica, offrendo ai consumatori prodotti che coniughino qualità, praticità e responsabilità”.Il lancio dei nuovi Gamberi Argentini Findus si inserisce in un mercato in crescita e sempre più rilevante per le abitudini di consumo degli italiani. Nel 2025, il comparto dei gamberi surgelati ha raggiunto un valore di 128 milioni di euro, in crescita del +7,5% rispetto all’anno precedente, per oltre 8.500 tonnellate vendute (+3,5%) , confermandosi un sottosegmento dinamico e in salute. Provenienti dalle acque dell’Oceano Atlantico sud-occidentale, i nuovi Gamberi Argentini Findus vengono sottoposti ad un processo di selezione, pulizia e surgelazione che ne preserva qualità e gusto. Già sgusciati e devenati, rappresentano una soluzione pratica e versatile per i consumatori, senza rinunciare all’attenzione verso la provenienza della materia prima. Findus, che già nel novembre 2025 si era distinta come la prima azienda in Italia ad utilizzare gambero argentino certificato Msc, conferma ancora una volta il proprio ruolo pionieristico nella sostenibilità ittica.  La certificazione Msc – Marine Stewardship Council garantisce che il prodotto provenga da attività di pesca sottoposte a rigorosi controlli indipendenti e gestite secondo criteri ambientali che tutelano gli stock ittici, limitano l’impatto sugli ecosistemi marini e assicurano tracciabilità lungo la filiera. Un risultato frutto di un percorso pluriennale di miglioramento nella gestione della pesca del gambero argentino, reso possibile grazie alla collaborazione tra operatori del settore, comunità scientifica e organismi indipendenti. Inserire qui il sottotitolo“Il ruolo di Msc è fornire un quadro basato su scienza e verifiche indipendenti, e progettato per supportare le attività di pesca che scelgono di diventare più sostenibili”, commenta Paola Guglielmo, responsabile della relazione con le aziende per MSC in Italia. “La certificazione ottenuta fa seguito a oltre un decennio di lavoro. La pesca è produttiva, ma anche complessa da gestire perché opera sotto diversi regimi amministrativi e richiede una solida scienza per affrontare la variabilità e l'incertezza. Costruire un sistema di gestione capace di soddisfare rigorosi standard internazionali richiede perseveranza e collaborazione. La lezione è chiara: il miglioramento avviene quando c'è una visione condivisa e quando i mercati riconoscono tutti gli sforzi compiuti. Quando le aspettative sono trasparenti e chiare, i progressi accelerano”. L’attenzione alla sostenibilità è profondamente radicata nel Dna di Findus e l’impegno per avere materie prime approvvigionate in modo sostenibile è parte di un percorso che l’azienda porta avanti da tempo, anche attraverso importanti iniziative per la tutela dei mari in collaborazione con partner strategici.  Tra i progetti all’attivo, Findus è parte della Water Defenders Alliance di LifeGate, l’alleanza che combina competenze, risorse e soluzioni unendo imprese, istituzioni, porti, cittadini, mondo della ricerca scientifica e tecnologica per difendere la salute delle nostre acque. Grazie a questa partnership, Findus ha adottato negli anni diversi Seabin (dei quali 3 attualmente attivi), dispositivi mangia-rifiuti che hanno permesso dal 2021 ad oggi di catturare dai mari italiani oltre 45,3 tonnellate di rifiuti, tra cui plastiche e microplastiche fino a 2 mm di diametro, equivalenti al peso di oltre 3 milioni di bottigliette di plastica da 0,5 litri. Se le mettessimo in fila, copriremmo una distanza pari a quella tra Milano e Roma (604 km). Nelle ultime settimane, Findus ha inoltre sostenuto il lancio di un nuovo progetto guidato dalla Water Defenders Alliance di LifeGate, in collaborazione con Aquageo e con il contributo scientifico dell’Università degli Studi 'G. d’Annunzio' di Chieti-Pescara: Aqualis, innovativo dispositivo entrato in funzione presso il Porto Turistico Marina di Pescara e progettato per contribuire concretamente alla tutela delle acque e alla lotta all’inquinamento marino. Interamente progettato e realizzato in Italia, Aqualis è un sistema tecnologico capace di intercettare tutti i rifiuti galleggianti, comprese plastiche e microplastiche fino a 1,6 mm di diametro, oltre a oli e idrocarburi presenti sulla superficie dell’acqua. Installato nei punti di maggiore accumulo dei detriti all’interno dei porti, il dispositivo può raccogliere fino a 500 kg di rifiuti galleggianti all’anno e fino a 800 kg di oli e idrocarburi, contribuendo alla protezione concreta degli ecosistemi acquatici.  “Findus partecipa da diversi anni alla Water Defenders Alliance, sostenendo soluzioni concrete e misurabili per proteggere i nostri mari dall’inquinamento da plastiche e microplastiche – dichiara Lajal Andreoletti, responsabile progetti ad impatto LifeGate – Quest’anno la nostra collaborazione si è arricchita di un nuovo importante tassello con l’installazione al Marina di Pescara del nostro primo Aqualis, la nuova tecnologia capace di raccogliere i rifiuti galleggianti dall’acqua, incluse le microplastiche e gli oli presenti in superficie. Aqualis è anche al centro di un progetto di ricerca dell’Università di Chieti-Pescara, a conferma del valore scientifico e innovativo della soluzione. Questa nuova attivazione dimostra come innovazione tecnologica, ricerca scientifica e collaborazione tra pubblico e privato possano lavorare insieme per ridurre l’inquinamento e accrescere la consapevolezza su un tema sempre più urgente”. In un momento in cui la vulnerabilità di mari e oceani è sempre più evidente, diventa essenziale agire per proteggere e preservare questi ecosistemi fragili e fondamentali per l’equilibrio del pianeta. In questo contesto, Findus ha scelto di giocare un ruolo attivo nella conservazione delle praterie di Posidonia oceanica lungo le coste italiane aderendo al progetto “Blue Forest” promosso da One Ocean Foundation, realtà non profit italiana impegnata nella protezione dell’oceano e riconosciuta a livello internazionale come piattaforma per lo sviluppo sostenibile. L’iniziativa ha l’obiettivo di contribuire al ripristino e alla tutela delle foreste marine di Posidonia oceanica, pianta acquatica endemica del Mediterraneo dal ruolo cruciale per la biodiversità marina, la protezione delle coste e la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Dopo le attività realizzate tra il 2024 e il 2025, che hanno interessato una superficie complessiva di 155 m² di riforestazione dei fondali liguri, a Sanremo, si è appena concluso un nuovo intervento in Sardegna, nell’area di Cala di Volpe, nel nord-est dell’isola, che ha previsto il ripristino di ulteriori 50 m² di prateria di Posidonia oceanica, a conferma della continuità dell’impegno nel tempo. One Ocean Foundation si occupa inoltre del monitoraggio scientifico delle aree riforestate, affidandosi a biologi marini specializzati per seguire l’evoluzione delle praterie e valutarne lo stato di crescita, garantendo così un approccio basato su evidenze scientifiche e impatto misurabile nel lungo periodo. 
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