• 3 Maggio 2026 16:09

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Ex arbitro Pasquale De Meo: “Colleghi devono denunciare, Aia da rifondare”

Mag 3, 2026

(Adnkronos) – "Denunciate. Abbiate la forza e il coraggio di esprimere il vostro pensiero contro chi pensa di potersi imporre con frasi come 'qui comando io e gestisco io…'. Io l’ho fatto nel pieno della carriera, non per senso di risentimento o per sputare nel piatto dove ho mangiato, ma per senso di dovere e di giustizia". Pasquale De Meo, ex arbitro con oltre cento presenze tra Serie A e Serie B, non usa mezzi termini e invita i fischietti a non perdere l’occasione di fronte a un’indagine della Procura di Milano che prova a far luce su un presunto sistema opaco di designazioni e voti che avrebbe visto tra i protagonisti il designatore (autosospeso) Gianluca Rocchi indagato per concorso in frode sportiva.  "Tanti colleghi, forse, hanno paura di denunciare per il timore di perdere lo status sociale o per mantenere la propria posizione economica. Quando ho denunciato pubblicamente il sistema Aia sono iniziate le vessazioni, l’isolamento, l’allontanamento progressivo dal campo. Ho ricevuto tanta solidarietà 'nascosta' dagli altri arbitri, con pacche sulle spalle o messaggi di incitamento, ma venivo isolato in pubblico o additato come infame. Non ho mai avuto ripensamenti, anche se ero all'apice della carriera, perché ho fatto la cosa giusta chiedendo rispetto e lealtà. Una scelta fatta da uomo e da professionista" spiega all’Adnkronos. La storia di De Meo è quella di una scalata fino alla Serie A interrotta quando "ho scelto ancora una volta di seguire le regole". L’episodio è quello dopo la partita Milan-Empoli del 2023 quando decide di segnalare alcune dichiarazioni ritenute lesive nei confronti dei vertici arbitrali, applicando il codice etico dell’Associazione italiana arbitri (Aia). Da quel momento il 'declino', ma "non ho mai voluto fare la vittima e sono fiero di non essermi allineato o essere rimasto zitto" dice chi per 12 anni è sempre stato al top dell’arbitraggio.  Tensioni tra arbitri, presunti 'aiutini' in sala Var, giudizi ad personam e non equi sembrano il leit motiv di questa inchiesta del pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione. Un’indagine a cui De Meo guarda con fiducia.  "Vedere che la Procura di Milano si muove e scende in campo per accertare i fatti è un segnale importante e di imparzialità. Nel 2023 il mio caso è stato trattato dalla giustizia sportiva, quindi dalla Procura federale, ma sono andato a sbattere contro un muro: la mia indagine è stata archiviata e quando ho chiesto l’accesso agli atti mi è stato negato. Una doppia 'sconfitta' che mi fa ritenere di essere stato giudicato da un sistema non imparziale" spiega.  Per l’ex arbitro "l’Aia è un sistema da rifondare. Dovrebbe diventare un ente autonomo, dal punto di vista economico e gestionale, rispetto alla Figc" con possibili risvolti positivi "nell’indipendenza del giudizio" e per far fronte alle pressioni economiche del campo (chi non arbitra non guadagna). "E anche guardando alla giustizia sportiva, l’autonomia dell’Aia dalla Figc sarebbe un vantaggio" conclude De Meo. 
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