• 28 Giugno 2026 19:54

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Droni, radar e intelligenza artificiale: così Leonardo DRS prepara la nuova difesa del mare

Giu 28, 2026 #news

La guerra in mare sta cambiando con una rapidità che fino a pochi anni fa sembrava impensabile. Se per decenni la superiorità navale è stata misurata attraverso il numero di navi, la potenza dei missili o la capacità delle flotte, oggi il principale fattore di rischio arriva sempre più spesso da sistemi molto più piccoli, economici e difficili da intercettare: i droni.

È in questo scenario che si inserisce il nuovo sistema sviluppato da Leonardo DRS, la controllata statunitense del gruppo italiano Leonardo specializzata nelle tecnologie per la difesa, che ha presentato una piattaforma di nuova generazione destinata alla protezione delle unità navali e delle infrastrutture marittime strategiche contro le minacce aeree senza pilota.  

Le immagini diffuse in questi giorni mostrano una piccola imbarcazione veloce sulla quale è stato installato il Maritime Mission Equipment Package (M-MEP), un sistema modulare progettato per essere integrato rapidamente sia su mezzi con equipaggio sia su piattaforme navali autonome. L’obiettivo è quello di creare una rete di difesa capace di individuare, seguire e neutralizzare i droni prima che possano rappresentare un pericolo operativo.  

Il cuore della piattaforma è costituito dall’integrazione tra radar marittimi, sensori elettro-ottici e infrarossi, sistemi di comunicazione e un software basato sull’intelligenza artificiale denominato SAGEcore, in grado di fondere in tempo reale le informazioni provenienti dai diversi sensori, classificare automaticamente le minacce e supportare gli operatori nelle decisioni. L’architettura è aperta e modulare, così da poter essere adattata rapidamente a imbarcazioni di differenti dimensioni e missioni.  

Il sistema nasce come risposta a una minaccia ormai evidente in tutti i principali teatri internazionali. Dai conflitti nel Mar Nero al Mar Rosso, fino alle tensioni nell’Indo-Pacifico, l’impiego massiccio di droni ha modificato profondamente le strategie navali. Anche mezzi relativamente economici possono mettere sotto pressione unità militari o infrastrutture portuali, imponendo l’adozione di sistemi di sorveglianza continua e capacità di reazione praticamente immediate.  

Secondo Leonardo DRS, il nuovo pacchetto C-UAS (Counter-Unmanned Aircraft System) consente di rilevare, identificare, tracciare e contrastare una vasta gamma di velivoli senza pilota, dai piccoli quadricotteri commerciali fino ai droni più sofisticati a lungo raggio, riducendo il carico di lavoro degli operatori e aumentando la consapevolezza della situazione tattica.  

La dimostrazione pubblica del sistema è avvenuta durante il Sea-Air-Space Symposium 2026, una delle principali manifestazioni mondiali dedicate alle tecnologie navali, dove il M-MEP è stato installato sullo Stormrunner, un mezzo navale autonomo sviluppato da Sea Machines, evidenziando come il futuro della sicurezza marittima sarà sempre più affidato a piattaforme senza equipaggio capaci di cooperare con le navi tradizionali.  

Il messaggio che emerge da questo progetto è chiaro: la difesa navale non sarà più fondata esclusivamente sulla forza delle grandi unità militari, ma sulla capacità di integrare sensori intelligenti, algoritmi di analisi, radar avanzati e sistemi autonomi in un’unica rete operativa. Una trasformazione che coinvolge non soltanto le marine militari, ma anche la protezione di porti, infrastrutture energetiche offshore e rotte commerciali, sempre più esposte alle nuove minacce asimmetriche provenienti dal dominio dei droni.