• 18 Aprile 2026 22:13

GS Channel TV

Calabria (ch.83) // Roma (ch.79) // HbbTV (ch.68)

Diplomazia e tensioni: il caso Cirielli accende lo scontro politico sul dialogo con Mosca

Mar 17, 2026 #news, #politica

Un incontro riservato, emerso solo a distanza di oltre un mese, e una polemica che scuote gli equilibri della politica estera italiana. È il caso del viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, finito al centro di un acceso dibattito dopo il faccia a faccia con l’ambasciatore russo Alexei Paramonov.

Secondo quanto ricostruito, l’incontro si sarebbe svolto il 3 febbraio alla Farnesina, ma è diventato di dominio pubblico solo settimane dopo, alimentando sospetti e interrogativi. In particolare, indiscrezioni giornalistiche parlano di una presunta irritazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che non sarebbe stata preventivamente informata. Una ricostruzione però respinta dallo stesso Cirielli, che rivendica la piena legittimità dell’incontro: “Era autorizzato dalla Farnesina, ho agito a nome del governo”.

La difesa dell’esecutivo è affidata anche al ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ridimensiona il caso parlando di “polemica inutile”. L’incontro, spiega, si è svolto “alla luce del sole” e ha avuto un obiettivo preciso: ribadire la linea italiana sul conflitto in Ucraina, fatta di sostegno a Kiev e ferma condanna dell’invasione russa. “Non abbiamo interrotto le relazioni diplomatiche con Mosca”, precisa Tajani, sottolineando come il dialogo istituzionale resti un canale aperto, seppur in un contesto di rapporti ai minimi storici.

Non basta però a placare le opposizioni. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein attacca duramente: “Se il governo riapre i canali con la Russia, si allontana dall’Unione europea”. Il Pd ha già depositato un’interpellanza per fare chiarezza sui contenuti del colloquio. Sulla stessa linea anche Matteo Renzi e Carlo Calenda, che chiedono spiegazioni e parlano apertamente di errore politico, mentre Riccardo Magi solleva il sospetto di una “diplomazia parallela”.

Nel quadro internazionale già segnato dalla guerra in Ucraina, il tema del rapporto con Mosca resta altamente sensibile. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha più volte denunciato il deterioramento delle relazioni con l’Italia, definendole “al livello più basso”, mentre da Mosca arrivano segnali ambivalenti: da un lato accuse all’Occidente, dall’altro aperture a un possibile dialogo.

Sul fronte interno, le posizioni restano articolate anche nella maggioranza. Il leader della Lega Matteo Salvini minimizza: “Non siamo in guerra con la Russia”, rilanciando il tema delle sanzioni energetiche. Più sfumata la linea del Movimento 5 Stelle, con il presidente Giuseppe Conte che mantiene una posizione prudente: nessuna riapertura al gas russo finché il conflitto è in corso, ma spiragli in prospettiva negoziale.

Cirielli, dal canto suo, respinge ogni accusa e rivendica la correttezza istituzionale dell’incontro: presenti funzionari ministeriali, verbalizzazione puntuale e nessuna deviazione dalla linea ufficiale del governo. “Sono stato molto rigido nel chiarire la posizione italiana”, assicura.

Resta però il nodo politico: in un momento in cui la guerra in Ucraina continua a ridefinire gli equilibri geopolitici, anche un semplice incontro diplomatico può trasformarsi in un caso nazionale, capace di mettere in discussione trasparenza, coerenza e direzione della politica estera italiana.