• 18 Aprile 2026 23:49

GS Channel TV

Calabria (ch.83) // Roma (ch.79) // HbbTV (ch.68)

Depuratori sotto inchiesta nel Crotonese: indagati sindaco ed ex sindaco

Mar 14, 2026

Un’inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone accende i riflettori sulla gestione degli impianti di depurazione nel territorio di Belvedere Spinello. Il sindaco Antonio Amato e l’ex primo cittadino Rosario Macrì risultano indagati insieme a due funzionari comunali per presunte irregolarità nella conduzione dei depuratori situati nelle località “Chiusa del Pozzo” e “Chiatrette”.

Secondo quanto contestato dagli inquirenti, gli impianti – a causa di carenze nella manutenzione e nella gestione – avrebbero riversato reflui fognari non trattati che, attraverso il reticolo idrografico locale, sarebbero arrivati fino al fiume Neto, provocando fenomeni di impaludamento in alcune aree del territorio comunale.

La Procura guidata da Domenico Guarascio ha notificato ai quattro l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Le ipotesi di reato formulate a vario titolo sono pesanti: rifiuto e omissione di atti d’ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, inquinamento ambientale e abbandono incontrollato di rifiuti speciali pericolosi.

Al centro dell’indagine vi sarebbero, secondo l’accusa, una serie di condotte omissive. Gli indagati non avrebbero adottato gli interventi necessari per garantire il corretto funzionamento dei depuratori, nonostante – sempre secondo la Procura – la situazione critica fosse nota da tempo e richiedesse interventi urgenti per evitare la dispersione dei reflui non trattati.

Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Belvedere Spinello, avrebbero inoltre fatto emergere ulteriori criticità nella gestione amministrativa del servizio idrico. In particolare viene contestata la mancata riscossione dei corrispettivi dovuti dagli utenti, circostanza che avrebbe determinato una carenza di risorse economiche per la manutenzione e la conduzione degli impianti.

Non solo. Gli investigatori ipotizzano che le richieste di finanziamento presentate alla Regione Calabria per superare le criticità non fossero adeguatamente supportate da documentazione tecnica. A questo si aggiunge l’accusa di non avere adottato provvedimenti urgenti nonostante un pericolo ritenuto concreto per la salubrità dei luoghi e per la salute dei residenti.

Nel mirino degli inquirenti anche i bilanci comunali relativi agli anni compresi tra il 2021 e il 2025. Secondo l’accusa, sarebbero state iscritte previsioni di entrata relative al servizio idrico non fondate su titoli giuridici effettivi, in quanto riferite a somme che non sarebbero mai state richieste agli utenti.

Particolarmente delicato è l’aspetto ambientale della vicenda. Gli sversamenti contestati avrebbero infatti interessato un’area di elevato pregio naturalistico, inserita nella Rete Natura 2000 e classificata come Zona di Protezione Speciale “Foce del Neto”, uno dei siti naturalistici più rilevanti della costa ionica calabrese.

La fase delle indagini preliminari si avvia ora alla conclusione. Gli indagati potranno presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati prima che la Procura decida se procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. Nel frattempo l’inchiesta riapre il tema, particolarmente sensibile in Calabria, della gestione dei sistemi di depurazione e della tutela dei corsi d’acqua e delle aree naturalistiche.