• 18 Aprile 2026 19:06

GS Channel TV

Calabria (ch.83) // Roma (ch.79) // HbbTV (ch.68)

Calabria, medici di famiglia: carenza contenuta ma futuro a rischio. Gimbe lancia l’allarme sul ricambio generazionale

Mar 17, 2026 #news

In Calabria oggi la carenza di medici di famiglia è ancora relativamente contenuta, ma il futuro del sistema sanitario territoriale appare sempre più incerto. È questo il quadro che emerge dall’ultima analisi della Fondazione Gimbe, basata sui dati Sisac, che fotografa una situazione solo apparentemente meno critica rispetto al resto del Paese.

Il dato più immediato parla di una carenza stimata in 43 medici di medicina generale: un numero ridotto se confrontato con altre regioni italiane, ma che non deve trarre in inganno. Dietro questa apparente stabilità si nasconde infatti una dinamica strutturale che rischia di esplodere nei prossimi anni.

Secondo lo studio, entro il 2028 ben 420 medici di famiglia in Calabria raggiungeranno l’età pensionabile dei 70 anni. Una vera e propria “onda lunga” di uscite che, senza un adeguato ricambio, potrebbe svuotare progressivamente il presidio sanitario più vicino ai cittadini.

A oggi, il carico medio per medico è pari a 1.242 assistiti, inferiore alla media nazionale di 1.383. Un dato che, da un lato, indica una pressione ancora gestibile sul territorio, ma dall’altro riflette anche una distribuzione non uniforme e sacche di difficoltà soprattutto nelle aree interne e nei piccoli centri.

Il quadro si complica osservando l’andamento degli ultimi anni: tra il 2019 e il 2024 il numero dei medici di famiglia in Calabria è calato del 20,2%, una flessione ben superiore alla media nazionale. Una contrazione che testimonia come il sistema stia già subendo una progressiva erosione.

Eppure, non mancano segnali incoraggianti sul fronte della formazione. Nel 2025, infatti, i partecipanti al concorso nazionale per il Corso di formazione in Medicina generale hanno superato di gran lunga i posti disponibili: +109 candidati rispetto alle borse finanziate, pari a un incremento del 273%, ben oltre il dato medio italiano. Un interesse crescente che però rischia di restare inespresso senza un adeguato aumento delle borse e una programmazione più lungimirante.

A sottolineare la portata del problema è il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che punta il dito contro anni di scelte insufficienti: la carenza dei medici di base, spiega, è ormai diffusa in tutta Italia e affonda le radici in una programmazione incapace di garantire il necessario ricambio generazionale.

Non solo. Negli ultimi anni la professione ha perso attrattività, rendendo sempre più difficile per i cittadini trovare un medico di famiglia vicino casa. Un fenomeno che, in Calabria più che altrove, rischia di tradursi in disagi concreti per le fasce più fragili della popolazione, dagli anziani ai pazienti cronici.

Il paradosso calabrese è tutto qui: una carenza oggi contenuta, ma un domani che si annuncia complesso. Senza interventi strutturali – dall’aumento delle borse di formazione alla riorganizzazione della medicina territoriale – il rischio è quello di passare rapidamente da una criticità gestibile a una vera emergenza sanitaria. E, come spesso accade, a pagare il prezzo più alto potrebbero essere proprio i cittadini più vulnerabili.