• 30 Aprile 2026 1:38

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Balneari, il Senato frena la Lega: bocciata la proroga delle concessioni fino al 2030

Apr 29, 2026 #news, #politica

Nuovo stop sul fronte delle concessioni balneari e nuovo scontro politico su una delle partite più delicate tra Governo, territori e Unione Europea.

La Commissione Bilancio del Senato ha bocciato l’emendamento presentato dalla Legga al cosiddetto decreto ponte che prevedeva la proroga delle concessioni balneari nelle aree maggiormente colpite dal maltempo e dall’erosione costiera. Il correttivo, che aveva già ottenuto il via libera della Commissione Ambiente, puntava a far slittare di tre anni le concessioni, spostando la scadenza dal 2027 al 2030 per Sicilia, Sardegna e Calabria. Ma il Ministero dell’Economia aveva espresso parere contrario e la Commissione Bilancio ha deciso di cassarlo definitivamente.  

La motivazione ufficiale riguarda la mancanza di coperture finanziarie e il rispetto dell’articolo 81 della Costituzione, quello che impone l’equilibrio di bilancio dello Stato. Ma dietro il tecnicismo parlamentare si nasconde un nodo politico molto più ampio: il rapporto tra l’Italia e la direttiva Bolkestein dell’Unione Europea.

Bruxelles da anni contesta all’Italia le proroghe automatiche delle concessioni demaniali marittime, ritenendole incompatibili con il principio della libera concorrenza. La richiesta europea è chiara: gare pubbliche per l’assegnazione delle spiagge e fine dei rinnovi automatici. Una posizione che ha già aperto una procedura di infrazione contro il nostro Paese.  

Per questo motivo la bocciatura dell’emendamento non rappresenta soltanto uno stop tecnico, ma il segnale che il margine per ulteriori rinvii si sta assottigliando sempre di più.

Per la Calabria la questione è particolarmente sensibile. In molte località costiere gli stabilimenti balneari rappresentano una parte fondamentale dell’economia turistica e produttiva. La prospettiva delle gare pubbliche apre inevitabilmente tensioni tra gli attuali concessionari, che chiedono certezze e tutele per gli investimenti fatti negli anni, e l’obbligo imposto dall’Europa di aprire il mercato.

Secondo quanto emerso, dal 2027 dovrebbero partire le nuove procedure di assegnazione e gli attuali gestori dovranno partecipare ai bandi senza più poter contare su rinnovi automatici. Proprio in queste ore è atteso anche il confronto tra Governo e associazioni di categoria sul bando-tipo che dovrà poi essere trasmesso ai Comuni.  

La giornata di oggi fotografa perfettamente il caos normativo che da anni accompagna il settore: prima il via libera in Commissione Ambiente, poi la frenata del MEF e infine la bocciatura in Commissione Bilancio.

Tradotto: le concessioni balneari sono prorogate. Anzi no.

E ancora una volta, tra Roma e Bruxelles, a restare sospesi sono soprattutto gli imprenditori delle coste italiane.