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Autonomia differenziata, Ranuccio: «È il momento della verità. La Calabria non può restare in silenzio»

Feb 18, 2026

Una presa di posizione chiara, netta, senza più ambiguità. È questo l’appello lanciato dal vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Ranuccio, che interviene con toni decisi nel dibattito sull’autonomia differenziata e sulle recenti iniziative del Governo nazionale.

«L’autonomia differenziata, così come si sta configurando, rischia di accentuare le distanze tra Nord e Sud e di penalizzare ulteriormente la Calabria. È arrivato il momento della verità», afferma Ranuccio, esponente del Partito Democratico, richiamando il Consiglio e l’intero governo regionale a una scelta politica esplicita.

Il nodo politico: silenzi e mozioni mai discusse

Secondo il vicepresidente, mentre alcune Regioni del Nord accelerano per trattenere competenze e risorse, la Calabria resta ferma, senza una linea ufficiale. «Il governo regionale continua a non assumere una posizione chiara», sottolinea.

Ranuccio ricorda che già nel 2024 le forze di opposizione avevano depositato una mozione per aprire un confronto formale in Aula. «Non è mai stata discussa. È un fatto politico evidente», rimarca, lasciando intendere che il silenzio della maggioranza sia tutt’altro che neutrale.

Il riferimento è al quadro nazionale e alla spinta impressa dalla Lega, con il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli e il vicepremier Matteo Salvini in prima linea nella riforma.

«Non è ideologia, ma diritti concreti»

Il vicepresidente del Consiglio regionale prova a sgombrare il campo da letture puramente ideologiche. «Non si tratta di una battaglia di bandiera», chiarisce, «ma di una scelta che incide direttamente sui diritti e sulle opportunità dei cittadini».

Il punto centrale è la condizione di partenza della Calabria: sanità in affanno, infrastrutture carenti, servizi pubblici già segnati da ritardi strutturali. In questo contesto, avverte Ranuccio, una riforma che attribuisca maggiori competenze e risorse alle Regioni più forti, senza meccanismi di perequazione solidi e verificabili, rischia di trasformare il divario territoriale in una frattura permanente.

«La Calabria parte già da una condizione di svantaggio. Senza garanzie reali per il Mezzogiorno, l’autonomia differenziata rischia di rendere strutturale il divario».

«Da che parte sta il governo regionale?»

Il cuore dell’intervento è una domanda politica diretta: «Il governo regionale dica con chiarezza da che parte sta: con la Calabria o con una riforma che accentua le distanze tra Nord e Sud».

Per Ranuccio non è più tempo di silenzi o equilibrismi. «Su un tema così delicato non è possibile restare nell’ambiguità. I calabresi hanno il diritto di sapere se l’esecutivo regionale intenda difendere la Calabria o piegarsi alla volontà della Lega».

Il vicepresidente chiede che il Consiglio regionale assuma formalmente una posizione, trasformando il dibattito nazionale in una scelta politica regionale trasparente.

«Una battaglia di dignità istituzionale»

In chiusura, Ranuccio parla di «una grande battaglia politica e di dignità istituzionale», auspicando un confronto che coinvolga non solo le forze di minoranza, ma anche i partiti di maggioranza «liberi di esporsi a favore dei calabresi».

«La Calabria ha diritto agli stessi livelli di servizi, alle stesse opportunità e allo stesso rispetto riconosciuti in ogni altra parte d’Italia. E su questo non arretreremo di un passo».

Parole che aprono un fronte politico destinato a pesare nei prossimi mesi, in una regione dove il tema dell’autonomia differenziata non è solo questione di competenze amministrative, ma di equità, sviluppo e futuro.