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Attentato a Washington, Allen e il manifesto contro Trump: “Stop ai suoi crimini”

Apr 27, 2026 #adnkronos, #ultimora

(Adnkronos) –
Un manifesto contro Donald Trump per annunciare l'attentato a Washington. Cole Tomas Allen, il 31enne che ha aperto il fuoco alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, ha messo nero su bianco i motivi che lo hanno spinto ad agire. L'uomo, che oggi comparirà in tribunale per l'udienza preliminare, ha condiviso con alcuni familiari un documento in cui ha elencato gli obiettivi dell'attacco poi compiuto nella serata americana di sabato e legato soprattutto alla figura del presidente degli Stati Uniti. "Potrei aver sorpreso molti di voi. Permettetemi innanzitutto di chiedere scusa a tutti coloro di cui ho abusato della fiducia. Passiamo ora al perché ho fatto tutto questo: sono un cittadino degli Stati Uniti d'America. Le azioni dei miei rappresentanti si riflettono su di me. E non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani dei suoi crimini", le parole di Allen, come ha riferito per primo il New York Post. "E' una persona malata, odia i cristiani. Il fratello o la sorella si lamentavano di lui, aveva grossi problemi", l'analisi laconica di Trump. L'uomo ha indicato come obiettivi i "funzionari dell'amministrazione" escludendo dall'elenco dei target "il signor Patel", il direttore dell'Fbi. "Sono obiettivi, classificati in ordine di priorità dal più alto al più basso", ha detto. Allen non è riuscito a raggiungere la sala dove era in corso la cena. E' stato bloccato dagli agenti del Secret Service dopo aver sparato tra 5 e 8 colpi. Un proiettile ha centrato un agente, protetto dal giubbotto antiproiettile. Il 31enne, a giudicare dal testo, considerava gli agenti "obiettivi solo se necessario, e da neutralizzare con metodi non letali, se possibile (ovvero, spero che indossino giubbotti antiproiettile perché colpire il centro del corpo con un fucile a pompa è pericoloso per chi non li indossa)". Stesso discorso per la "sicurezza dell'hotel: non sono obiettivi, se possibile (ovvero, a meno che non sparino a me)". Nel manifesto, Allen ha inserito repliche 'preventive' ad eventuali critiche e obiezioni. "Obiezione 1: Da cristiano, dovresti porgere l'altra guancia", ha scritto. La replica: "Porgere l'altra guancia si fa quando si è oppressi. Io non sono la persona violentata in un campo di detenzione. Non sono il pescatore giustiziato senza processo. Non sono uno scolaro fatto saltare in aria, un bambino morto di fame o un'adolescente abusata dai tanti criminali di questa amministrazione", ha concluso, firmandosi"Cole 'Forza Fredda'" e "'Amichevole Assassino Federale' Allen".  Nel testo, con un post scriptum, l'attentatore ha mostrato la propria sorpresa per il dispositivo di difesa a dir poco lacunoso: "Che diavolo sta combinando il Secret Service? Scusate, ora mi sfogo un po' e abbandono il tono formale. Mi aspettavo telecamere di sicurezza a ogni angolo, stanze d'albergo sotto controllo, agenti armati ogni tre metri, metal detector a non finire. Quello che ho trovato (chissà, magari mi stanno facendo uno scherzo!) è niente. Nessuna sicurezza. Nemmeno sui mezzi di trasporto. Nemmeno in hotel. Nemmeno all'evento".  Ed in effetti, Allen si è potuto registrare nell'albergo sede dell'evento senza controlli particolari: nessuno si è accorto del suo fucile a pompa, della sua pistola e dei suoi coltelli: "Entro con diverse armi e nessuno lì dentro pensa minimamente che io possa rappresentare una minaccia. La sicurezza all'evento è tutta all'esterno, concentrata sui manifestanti e sugli arrivi, perché a quanto pare nessuno ha pensato a cosa succederebbe se qualcuno arrivasse il giorno prima".  
Il manifesto di Allen offre elementi utili alle indagini ma non pone fine al lavoro degli investigatori, che agiscono a Washington e in California, con perquisizioni nella casa di Torrance, dove il 31enne vive. Allen è arrivato a Washington dopo aver attraversato gli Stati Uniti in treno. Prima ha viaggiato da Los Angeles a Chicago, quindi dalla città dell'Illinois ha raggiunto Washington. Si è registrato dal Washington Hilton, uno o due giorni prima della cena a cui ha partecipato il presidente, come ha ricostruito Todd Blanche, ex avvocato personale del presidente diventato procuratore generale ad interim dopo l'uscita di scena di Pam Bondi. Dai registri risulta che Allen ha acquistato un fucile a pompa Maverick calibro 12 nell'agosto del 2025. Gli stessi documenti fanno riferimento all'acquisto di una pistola semiautomatica Armscor Precision calibro 38 nell'ottobre del 2023. Alcuni testimoni, dall'interno della sala, hanno riferito di aver sentito 4 colpi: prima uno sparo, poi una sequenza di altri 3. Secondo Blanche, l'attentatore ha "sparato un paio di colpi" ed è stato "immediatamente neutralizzato". Un agente del Secret Service, colpito e protetto dal giubbotto antiproiettili, è stato trasferito in ospedale e rapidamente dimesso. Blanche ha precisato che Trump ha parlato con l'agente colpito: "Non ci sono dubbi, il Secret Service ha fatto il suo lavoro la notte scorsa", ha detto rispondendo alla domanda su eventuali falle dal punto di vista della sicurezza. "L'obiettivo – ha sostenuto – non è fermare ogni singola cosa, ma creare un ambiente molto sicuro". 
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