Condividi (Adnkronos) – Il bel tempo non regge, l'Italia si prepara ad un nuovo ribaltone meteo la prossima settimana con pioggia, grandine e il rischio di supercelle, gli immensi sistemi temporaleschi. L'alta pressione non sfonda e almeno fino al 15-20 di maggio mancherà di fatto un'area anticiclonica stabile sul bacino del Mediterraneo. Ecco perché anche nei prossimi giorni, come evidenzia ilmeteo.it, è prevista una nuova forte perturbazione dal Nord Europa in rotta di collisione con l'Italia: fuori ancora gli ombrelli dunque e attenzione alle possibili grandinate. Già nel corso della giornata di lunedì 11 maggio, il passaggio di un primo fronte instabile provocherà dei rovesci al Nord e sui settori tirrenici (Toscana e Lazio). Qualche temporale potrebbe interessare il Nordest anche nel corso di martedì 12 maggio: va detto che si tratterà della classica instabilità primaverile con precipitazioni che dureranno al massimo una o due ore prima del ritorno del sole. Discorso diverso per il resto del Paese dove ci saranno maggiori spazi soleggiati e temperature sopra la media, grazie alla rimonta di una vasta area di alta pressione di origine subtropicale (interno del deserto del Sahara) che si espanderà su parte del bacino del Mediterraneo. Di fatto verrà registrata la prima ondata di calore africano della stagione: oltre al tanto sole, la vera notizia riguarderà le temperature previste in deciso aumento con punte massime di 30-33°C su Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Questa massa d’aria eccezionalmente calda per il periodo non si limiterà a regalarci un assaggio d'estate con temperature ben oltre la norma ma funzionerà come un vero e proprio serbatoio di energia poiché l'aria subtropicale ha la capacità di trattenere grandi quantità di umidità che rappresentano il carburante ideale per la nascita di temporali violenti. La situazione è destinata però a cambiare bruscamente nel corso di mercoledì 13 e giovedì 14 maggio quando l'ingresso di correnti fresche e instabili spinte da un vortice posizionato sul Nord Europa scivoleranno verso il Mediterraneo, destabilizzando profondamente l'atmosfera e creando le condizioni perfette per la genesi di eventi meteo estremi proprio, a causa del violento scontro tra masse d'aria dalle caratteristiche diametralmente opposte. In questo contesto, il rischio principale è rappresentato dalla formazione di nuovi temporali, anche sistemi autorigeneranti o supercelle, fenomeni alimentati proprio dall'enorme divario termico tra il suolo "riscaldato" e l'aria fresca in quota. In particolare le regioni del Centro-Nord si troveranno in quella pericolosa area di convergenza dove potrebbero verificarsi eventi estremi come grandine e colpi di vento improvvisi e locali criticità idrogeologiche. Sull'esatta traiettoria del fronte e sulle zone maggiormente a rischio avremo modo di darvi conto nei prossimi aggiornamenti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info) Navigazione articoli Alta tensione nello Stretto di Hormuz. Iran: “Violata la tregua”. Usa: “Azioni difensive”Hantavirus, Oms: “Non è come il coronavirus”. Focolaio sulla nave, caccia ai contatti dei passeggeri