• 15 Ottobre 2026 21:31

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A Welfair focus su Ai, obesità e prevenzione per vivere più a lungo in salute

Ott 15, 2026 #adnkronos, #ultimora

(Adnkronos) – La seconda giornata di Welfair – La fiera del fare Sanità, in corso alla Fiera di Roma fino al 16 ottobre, ha fatto il punto sui lavori dei gruppi dedicati all’intelligenza artificiale in sanità e all’obesità. L’Osservatorio per l'Ai in Sanità, nato con l'obiettivo – informa una nota – di accompagnare le strutture sanitarie nell'adozione consapevole dell'intelligenza artificiale, ha avviato una mappatura delle applicazioni già presenti nelle strutture italiane, dalla diagnostica per immagini al supporto alle decisioni cliniche, dalla refertazione automatizzata alla telemedicina e alla gestione dei processi. Lo scopo è offrire un framework di riferimento che vuole offrire a direttori sanitari, manager e professionisti strumenti utili per valutare le tecnologie disponibili, individuare i requisiti di sicurezza e orientare le scelte di investimento. Un'esigenza sempre più urgente alla luce della crescita degli investimenti: "Nel 2025 la spesa italiana per la sanità digitale ha raggiunto i 2,7 miliardi di euro, mentre gli investimenti in AI e analytics sono aumentati di quasi il 90% in tre anni. A questa accelerazione non corrisponde ancora un'adeguata preparazione degli operatori: soltanto il 30% dei medici dichiara di aver ricevuto una formazione sull'intelligenza artificiale", dettaglia la nota. In tema di obesità – si legge – il lavoro multidisciplinare punta invece a superare una visione esclusivamente farmacologica della patologia integrando gli aspetti clinici con quelli psicologici, sociali e relazionali, per sviluppare percorsi di cura più efficaci e strumenti concreti di formazione. Nel mondo l’obesità riguarda 950 milioni di persone, di cui 6 milioni in Italia (pari all’11-12% della popolazione), e coinvolge un terzo della popolazione infantile. Aggiungendo il sovrappeso, circa metà degli italiani ha un problema di peso. I dati dimostrano che l’obesità è una delle principali sfide di salute pubblica in Italia. Quattro adulti su dieci tra i 18 e i 69 anni sono in eccesso ponderale e circa una persona su dieci vive con obesità. Un impatto che non riguarda soltanto il peso: l’eccesso ponderale è associato all’80% dei casi di diabete di tipo 2, al 55% delle malattie ipertensive e al 35% delle cardiopatie ischemiche. Ogni anno è inoltre associato a oltre 64.000 decessi e a più di 571.000 anni vissuti con disabilità. "Le nuove terapie rappresentano un’opportunità straordinaria, ma il mantenimento nel tempo del peso raggiunto richiede un approccio capace di considerare la persona nella sua interezza – dice Enrico Prosperi, presidente della Società italiana di educazione terapeutica -. Troppo spesso il peso perduto viene di nuovo ripreso. Questo succede perché alle dimensioni biologiche, si aggiungono quelle psicologiche, emotive, sociali, culturali e relazionali. Anche queste dimensioni devono entrare nel percorso terapeutico".  Non basta vivere più a lungo: la vera sfida è arrivare agli anni della maturità in buona salute, senza che la longevità si trasformi in un privilegio per pochi. È il filo conduttore dei confronti che hanno animato Welfair, con, tra gli altri, Immaculata De Vivo, docente di Epidemiologia alla Harvard T.H. Chan School of Public Health e di Medicina alla Harvard Medical School, Giovanni Scapagnini, professore di Nutrizione clinica all’università degli studi del Molise, ed Ennio Tasciotti, fondatore e direttore dell’Human longevity program dell’Irccs San Raffaele e professore di Biotecnologie all’Università San Raffaele. Dal ruolo dei biomarcatori alle strategie di prevenzione, il dibattito ha riportato al centro il peso degli stili di vita, dell’alimentazione e delle relazioni sociali.  De Vivo ha richiamato l’attenzione sul valore della prevenzione primaria, ancora poco valorizzata rispetto alla cura, e sulle evidenze che indicano quanto gli stili di vita possano incidere sulla salute nel corso degli anni. "Non conta soltanto quello che mangiamo, ma anche con chi mangiamo". La qualità delle relazioni e dei legami sociali, ha sottolineato, è parte integrante del benessere e della longevità in salute. Tasciotti ha sottolineato come le strategie più efficaci per vivere più a lungo in salute siano spesso anche le più semplici e accessibili: un’alimentazione equilibrata, la convivialità e stili di vita sani. Oggi, inoltre, le nuove tecnologie consentono di raccogliere e integrare una quantità crescente di informazioni, aiutando a comprendere meglio come le nostre abitudini si riflettano sui biomarcatori della salute. "La prevenzione è anche un investimento strategico sul piano economico", ha sottolineato Tasciotti. Secondo uno studio di The European House – Ambrosetti – conclude la nota – ogni euro investito in prevenzione può generare un ritorno di 1,8 euro grazie alla riduzione dei costi sanitari, delle assenze dal lavoro e degli oneri sociali a carico delle famiglie. 
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