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A 50 anni dalla prima di Locarno arriva il documentario ‘Loving Sebastiane’ 

Ago 12, 2026 #adnkronos, #newsregionali

(Adnkronos) – Era il 13 agosto 1976, un venerdì: al Festival di Locarno debuttava “Sebastiane”, il primo film del 34enne Derek Jarman, girato in una remota spiaggia della Sardegna, interamente in lingua latina come scelta radicale, stilistica e provocatoria, scandita dalle sonorità elettroniche di Brian Eno. Un cortocircuito visivamente eversivo approdava così sul grande schermo rappresentando la figura e la storia del martirio di San Sebastiano in un ritratto catartico, gioioso e liberatorio dell'omosessualità, restituendo piena dignità ai sentimenti queer.  A 50 anni da quella clamorosa prima, arriva l’annuncio del film documentario che racconterà “Sebastiane”: si tratta di un progetto italo-britannico, Loving Sebastiane, scritto e diretto da Sergio Naitza, prodotto da Karel in coproduzione con RSH Films. Se a Locarno le reazioni furono accese e dirompenti, di fronte a immagini esplicite che sfidavano la rigida censura del tempo, la pellicola d’esordio di Derek Jarman trionfò poi a Londra, dove arrivò in sala il 28 ottobre 1976: diventando così il manifesto politico, poetico e militante del cinema contro l'intolleranza, un'opera d'arte totale, audace e innovativa. Proprio in vista del 50° anniversario, la produzione di Loving Sebastiane sta organizzando la reunion del cast e della crew, che si ritroveranno il 28 ottobre al Cinema Gate di Londra. «Sarà l’occasione – spiega il regista, Sergio Naitza -per ricordare l’importanza e l’impatto dirompente che il film ha prodotto nella storia del cinema e sulla scena culturale. Intanto i primi ciak sono già partiti fra il Regno Unito e l’Italia: da Londra al Galles, a Cala Domestica, set di Sebastiane, dove piccola comunità locale agro-pastorale, a metà degli anni Settanta, entrò in contatto con la crew di personalità della controcultura londinese. Un “incrocio” improbabile fra pastori e giovani intellettuali e artisti inglesi, eppure foriero di un arricchimento reciproco. Il nostro documentario, Loving Sebastiane, guarda alle conquiste dei diritti civili del XX secolo che il XXI secolo vede sempre più spesso vacillare dovunque vincono l’intolleranza e le barriere politiche, religiose e sociali». Realizzato con il contributo del Fondo Sviluppo della Regione Sardegna e il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e della Società Umanitaria-Cineteca Sarda, Loving Sebastiane includerà un’intervista inedita con il grande Lindsay Kemp, protagonista del prologo di Sebastiane. Una conversazione realizzata da Sergio Naitza pochi mesi prima della scomparsa del mimo, attore, danzatore, e coreografo britannico. I primi ciak del documentario hanno permesso di ritrovare – fra gli altri – il produttore Howard Malin, l’artista Andrew Logan molto noto sulla scena britannica e amico personale di Derek Jarman, il protagonista del film Leonardo Treviglio, intervistato nel Salento, dove attualmente vive.  Derek Jarman (1942 – 1994) è stato regista, scenografo, scrittore, poeta, pittore, giardiniere e attivista per i diritti dei gay: un leggendario artista totale. Durante la sua vita, era noto per essere audace e innovativo, grazie a film come Jubilee (1986), Caravaggio (1986), Edoardo II (1991), Wittgenstein (1993). Oltre ai lungometraggi e ai cortometraggi sperimentali in Super8, ha lavorato con musicisti e artisti chiave dell’epoca, tra cui The Smiths, Bryan Ferry, The Sex Pistols, The Pet Shop Boys, producendo video musicali e installazioni cinematografiche per spettacoli live. Sergio Naitza ha pubblicato monografie su Amedeo Nazzari, Pedro Almodòvar, Sergio Citti, Andrzej Zulawski, Joseph Losey. Fra i suoi ultimi documentari: L’isola di Medea (sul rapporto artistico e privato fra Pasolini e Callas), Dalla quercia alla palma (rievocazione del capolavoro dei fratelli Taviani Padre padrone), L’estate di Joe, Liz e Richard (dedicato al film flop Boom! di Losey), presentati e premiati in vari festival internazionali. 
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