• 6 Marzo 2026

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Volantini sessisti contro due dipendenti, l’Annunziata reagisce: “Atto vile, violenza contro tutte le donne”

Feb 28, 2026 #cronaca, #news

Ospedale dell’Annunziata

Un gesto definito “ignobile”, un atto di “violenza sessista” che non colpisce solo due lavoratrici ma l’intera comunità ospedaliera. All’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza scoppia il caso dei volantini offensivi e diffamatori comparsi contro due donne dipendenti dell’azienda sanitaria.

La reazione della Direzione strategica, del Collegio di direzione e dell’intera struttura è netta e senza sfumature. In una nota ufficiale si parla di un gesto “vile”, che lede la dignità non soltanto delle persone direttamente prese di mira ma di tutte le donne. Non una semplice provocazione, viene precisato, bensì un’azione che rientra nella sfera delle intimidazioni e della violenza privata, con una dimensione pubblica che amplifica l’aggressione.

Parole durissime anche nei confronti degli autori. Chi ha prodotto e diffuso il materiale, si legge, deve essere chiamato per ciò che è: “violento, codardo, persecutore”. Un linguaggio che segna la volontà di non minimizzare l’accaduto e di non relegarlo a episodio marginale.

L’ospedale annuncia che i responsabili saranno chiamati a rispondere davanti all’autorità giudiziaria penale. L’obiettivo dichiarato è fare piena luce in tempi rapidi su quanto accaduto, individuando chi ha orchestrato e diffuso i volantini. La struttura si schiera pubblicamente al fianco delle due dipendenti: “Noi stiamo dalla parte delle donne. Con loro, accanto a loro. Contro chi ha pensato di poterle esporre alla gogna”.

Nel passaggio conclusivo della nota, l’Annunziata rivendica la propria identità istituzionale: rispetto, legalità, tutela della dignità come principi non negoziabili. “Ogni forma di violenza sessista, fisica o simbolica, è incompatibile con i valori di un’istituzione pubblica e con la missione stessa di luogo di cura”.

In un presidio sanitario che ogni giorno si confronta con la fragilità e la sofferenza, l’episodio assume un peso ancora più grave. Perché colpisce il cuore di un’istituzione chiamata a proteggere, non a esporre; a curare, non a ferire. E perché ricorda quanto il terreno della dignità femminile resti, ancora oggi, un fronte su cui non abbassare mai la guardia.