• 4 Marzo 2026

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Verso il Referendum di Marzo: Il bivio della Giustizia

Mar 2, 2026 #politica, #referendum

Mancano venti giorni al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma della giustizia, e la tensione politica è alle stelle. Il quesito riguarda la storica separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, lo sdoppiamento del CSM e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare. I sondaggi pubblicati oggi da Ipsos mostrano un Paese spaccato e, soprattutto, disorientato: oltre il 52% degli elettori si dichiara ancora indeciso o propenso all’astensione. Tra chi ha già deciso, il “Sì” alla riforma mantiene un leggerissimo vantaggio (54% contro il 46% del “No”), ma il dato cambia drasticamente se si considera la totalità della popolazione, dove il fronte del “No” sembra recuperare terreno tra gli indecisi.

Il dibattito si è infiammato oggi con le dichiarazioni di Maurizio Gelli, che ha definito la riforma come la realizzazione delle visioni di suo padre Licio, scatenando durissime reazioni da parte delle opposizioni. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno subito cavalcato l’uscita per denunciare un presunto “smantellamento dell’indipendenza della magistratura”, parlando apertamente di una deriva verso modelli di potere autoritario. Giuseppe Conte ha ribadito che un’eventuale vittoria del “No” segnerebbe la fine politica del “Melonellum” e darebbe inizio a una nuova fase per il campo progressista.

Dall’altra parte, Fratelli d’Italia e i partiti di maggioranza stanno mobilitando i propri parlamentari per una campagna capillare sul territorio. L’obiettivo è convincere l’elettorato che la riforma garantirà un “giusto processo” e porrà fine allo strapotere delle correnti togate. Tuttavia, il rischio concreto è quello di una scarsa affluenza: con solo il 36% degli italiani certo di recarsi alle urne, la consultazione rischia di trasformarsi in un test di pura appartenenza politica piuttosto che in una riflessione tecnica sul sistema giudiziario. Le prossime tre settimane di propaganda saranno decisive per smuovere la massa critica degli astenuti.